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Perugia, per l’ennesima volta…all’ex Telecom, terra di nessuno

Se ci fosse qualcuno più informato e reputasse queste affermazioni non veritiere, ci facesse conoscere in realtà come stanno le cose

Perugia, per l’ennesima volta…all’ex Telecom, terra di nessuno
da Giampiero Tamburi (Coordinatore Perugia: Social City)
PERUGIA – Per l’ennesima volta ieri pomeriggio, 11 aprile, con tanto di foto a documento, è andata in scena un’altra puntata della saga “Ex Telecom, terra di nessuno”. Indubbiamente un poco monotona per la trama che, in definitiva, è sempre la stessa ma molto molto interessante per quanto riguarda i residenti che vorrebbero vedere un finale lieto che non arriva mai.

Come del resto sempre fatto, c’è chi, volendo rendersi utile a se stesso ed alla collettività, in tutte queste occasioni chiama le Forze dell’Ordine per cercare di fermare queste violazione che, oltre essere pericolose in se per se, attirano nella zona, anche queste parecchio pericolose, persone che vengono a comprare della droga che questi signori spacciano.

Difatti, come ogni altra volta, alcuni cittadini, hanno avvisato i Carabinieri perché mandassero in loco una pattuglia per cogliere sul fatto la gente che avevano visto e appunto documentato con foto, violare questo spazio privato.

Molto probabilmente, non avendo a disposizione pattuglie al momento, hanno passato la possibilità di intervenire alla Polizia di Stato che, prontamente è intervenuta ma, per quanto abbiano perlustrato lo stabile, non sono stati in grado di entrare effettivamente nelle stanze occupate perché hanno trovato le porte chiuse. Conclusione? Nessuno si è fatto male ma neanche hanno potuto risolvere la questione. Una ragione c’è, come è stato spiegato da un graduato della Polizia di Stato!

In poche parole, ed anche in modo parziale, le motivazioni sono queste:
– il luogo della violazione del domicilio (ex sede Telecom) non è una proprietà pubblica ma bensì, essendo stata acquistata da una Società, è diventata privata ed in quanto tale se chi pratica la violazione di domicilio non viene trovato in possesso di armi; ovvero non è possessore di sostanze stupefacenti; ovvero sono in un numero inferiore a 10 persone, se non c’è una esplicita denuncia da parte del proprietari, non possono essere denunciati dalle autorità. In più, gli Agenti, se trovano delle porte chiuse, in mancanza di questi presupposti, non possono forzare ne porte ne finestre per il controllo necessario: così ci è stato riferito! Se ci fosse qualcuno più informato e reputasse queste affermazioni non veritiere, ci facesse conoscere in realtà come stanno le cose.

Detto ciò non possiamo fare altro che ribadire la correttezza di come abbiamo, più volte, indicato la giusta strada per cercare di porre un freno ai comportamenti di questi individui che è quella dove le amministrazioni civili, per fare nomi e cognomi, il Sindaco e la sua Giunta, sono le sole autorità possibili che possono e debbano intervenire con i mezzi a loro disposizione.

Ribadiamo, per ciò, con forza, il concetto più volte espresso che la soluzione per noi di Perugia: Social City, dovrebbe essere senz’altro quella di una ordinanza da parte del Sindaco per richiamare la Società proprietaria dell’immobile, venduto a suo tempo dalla Telecom, alle proprie responsabilità per quanto riguarda la sicurezza e l’igiene del complesso stesso. In ogni caso restiamo completamente a disposizione, come Associazione, per un un contro formale o informale, quale esso sia voluto, per concretizzare la strada per una soluzione che risolva, una volta per tutte, questo grave e socialmente pericoloso problema.

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