PERUGIA, MEREDITH: SOLLECITO, POLIZIA VOLEVA PRENDESSI DISTANZE DA AMANDA

Raffaele Sollecito

sollecito(umbriajournal.com) PERUGIA – Raffaele Sollecito accusa i poliziotti italiani di aver tentato per sei mesi, mentre in prigione attendeva il processo per la morte di Meredith Kercher, di convincerlo a prendere le distanze da Amanda Knox perche’ la procura potesse incastrarla. Lo riporta il Daily Mirror, che da’ ampio risalto alle parole del giovane. “Gli inquirenti tentarono di fare un patto con me: gli agenti venivano nella mia cella dicendo che dovevo prendere le distanze da Amanda. Intendevano che se avessi detto che dormivo o non ricordavo l’accaduto, avrei permesso all’accusa di incastrare Amanda.

Dicevano che se l’avessi fatto, sarei stato immediatamente rilasciato. Ma non mi convinsero: era la situazione piu’ ambigua, ma io non potevo inventare nulla”. Sollecito confessa che pero’ era terrorizzato nel timore che Amanda gli potesse giocare qualche brutto scherzo perche’ la ragazza era in un condizione di grande fragilita’ psicologica, “era fuori di se'”, ha detto Sollecito.

“La conoscevo da poco, una settimana, e di fatto non conoscevo affatto questa donna. Ero terrorizzato perche’ era fuori di se’ al commissariato. Faceva dichiarazioni folli e tutto andava storto. Temevo potesse lei fare un accordo per accusarmi. Ero terrorizzato”. Il giovane, che ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento della giovani universitaria britannica, e’ in attesa del nuovo processo dopo che la Corte di Cassazione, a marzo, ha annullato l’assoluzione in appello dei due ragazzi per l’omicidio di Meredith, nel 2007. Il nuovo processo d’assise appello bis comincera’ il 30 settembre, a Firenze, e la sentenza e’ attesa entro Natale.

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