Perugia, latitante marocchino rintracciato dalle volanti

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A.S. è un cittadino marocchino classe 1984, il quale, negli anni in cui ha vissuto a Perugia, si è messo in mostra per il suo talento criminale. In quel periodo, infatti, il giovane aveva subito numerosi arresti e denunce per rapina, spaccio di sostanze stupefacenti, porto ingiustificato di oggetti ad offendere nonchè, in vari casi, per reati contro la persona, sintomo, quest’ultimo, di un’indole violenta e quindi di una particolare pericolosità del soggetto.

Il marocchino, forse intuendo che alcuni procedimenti penali a suo carico stavano giungendo a definizione, nel 2013 ha lasciato l’Italia ed è tornato in madrepatria; in tal modo, egli ha eluso un ordine di esecuzione di pena detentiva che pendeva sul suo capo da ben due anni.

Quest’oggi però la Polizia ha approfittato della sua occasionale presenza in Italia per porre finalmente termine alla sua latitanza.
Circa due mesi fa, infatti, il legale del soggetto aveva richiesto l’autorizzazione al suo reingresso nel nostro Paese, per il solo tempo strettamente necessario alla partecipazione ad una udienza relativa ad un altro procedimento penale a suo carico.

Il Questore di Perugia, all’esito degli accertamenti sviluppati sul conto del marocchino dalla Divisione Anticrimine e dall’Ufficio Immigrazione, ha accolto tale istanza, nella speranza che il soggetto si presentasse effettivamente in tribunale.
Ed in effetti, il nordafricano è regolarmente comparso dinanzi al giudice penale, ritenendo, a torto, di non avere altri conti in sospeso con la giustizia.
Ad attenderlo, però, c’erano le Volanti, pronte ad arrestarlo non appena fosse terminata l’udienza.

Pertanto, il 31enne dovrà passare in Italia molto più tempo di quanto immaginava. Infatti, terminati gli accertamenti di rito, la Volante lo ha condotto a Capanne, dove dovrà scontare una pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione per i reati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

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