PERUGIA, CONTRASTO ALLA MICROCRIMINALITA’, CARABINIERI ARRESTI E DENUNCE

Controlli dei Carabinieri
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Continua il contrasto alla microcriminalità diffusa da parte degli uomini della Compagnia di Perugia, con il supporto delle unità della Compagnia di Intervento Operativo del 4° Battaglione “Veneto” di stanza a Venezia, al fine di aumentare sempre di più il senso di sicurezza percepito dai cittadini perugini. Nelle ultime ore, al termine di servizi coordinati predisposti nelle zone più calde della città sovente oggetto di segnalazioni da parte dei residenti, sono stati tratti in arresto due cittadini extracomunitari ed altrettanti sono stati denunciati in stato di libertà per reati vari. In particolare, – con l’accusa di violazione della normativa della legge sull’immigrazione, sono scattate le manette a carico di un 29enne cittadino albanese, senza fissa dimora, nullafacente, già noto alle forze dell’ordine ed alle cronache giudiziarie.

 

Controllato in Via Adriatica, nella frazione perugina di Ponte San Giovanni, risultava aver fatto rientro sul territorio nazionale senza alcuna autorizzazione entro 5 anni, dopo essersene stato espulso nel mese di settembre u.s. dalla polizia di frontiera marittima ed aerea di Bari; – un 34enne tunisino, senza fissa dimora, nullafacente, anch’egli con precedenti penali, è stato arrestato in quanto ritenuto responsabile di false attestazioni a pubblico ufficiale. Individuato nel quartiere perugino di Ponte Felcino, per celare la sua reale identità e farla franca in occasione del controllo, forniva ai militari operanti delle generalità risultate successivamente mendaci, come da riscontri fotodattiloscopici eseguiti nell’immediato.

 

Assolte le formalità di rito, i due arrestati sono stati trattenuti all’interno della camere di sicurezza di questo comando, in attesa di essere processati per direttissima dall’Autorità Giudiziaria giudicante. Due cittadini albanesi, rispettivamente di 47 e 45 anni, da tempo domiciliati a Perugia, regolari, sono stati invece denunciati a piede libero per il reato di porto abusivo di strumenti atti ad offendere. Controllati nella zona di Montebello, seguito perquisizione personale e veicolare dell’utilitaria a loro in uso, venivano trovati in possesso, senza giustificato motivo, di un paio di forbici ed un grosso cacciavite, sottoposti a sequestro ai fini probatori.

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