PERUGIA: “CASO MORELLI”, INCONTRO TRA IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL E IL DIRETTORE ORLANDI

Walter Orlandi
Walter Orlandi

(umbriajournal.com) PERUGIA – Si è tenuto martedì 10 settembre l’incontro tra il segretario generale della Cgil di Perugia, Vincenzo Sgalla, e il direttore dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi. Sul tavolo, come richiesto dal sindacato, c’era l’apertura del confronto sui protocolli attuativi della convenzione con l’Università e  soprattutto il “caso Morelli”, sollevato da un articolo uscito lo scorso mese di maggio su L’Espresso online dal titolo “Perugia, ma che strano primario”, che raccontava le gravi vicende giudiziarie del professore, primario della Gastroenterologia dell’ospedale di Perugia.

Su questo tema, il direttore Orlandi ha confermato la propria disponibilità a qualsiasi chiarimento, naturalmente limitato alle prerogative della sua funzione. La Cgil, da parte sua, ha ribadito le preoccupazioni espresse già in una nota all’indomani della pubblicazione dell’articolo de L’Espresso e chiesto un immediato rinnovamento per quanto riguarda la direzione della Gastroenterologia.

“Più in generale, in una situazione come quella attuale – sottolinea Sgalla – in cui si parla tanto di meritocrazia, di fughe di cervelli e di scarse opportunità per i giovani, noi pensiamo che vadano superate tutte quelle baronie consolidate che hanno dimostrato, a nostro avviso, più attenzione alla salvaguardia della propria posizione che non all’interesse della collettività”. Per questo la Camera del Lavoro ha comunicato al direttore Orlandi la propria netta contrarietà rispetto ad ipotesi di superamento del normale limite di età di servizio (70 anni) da parte di ordinari dell’Ateneo perugino, che rimanendo al proprio posto bloccano tra l’altro (con il notevole peso economico dei loro contratti) la possibilità di assumere giovani ricercatori, o di consentire a quelli già in servizio un giusto avanzamento di carriera.

“Tutto ciò, soprattutto in questo momento storico – osserva Sgalla – appare francamente inaccettabile. Per questo, nelle prossime settimane solleciteremo anche le istituzioni regionali per confrontarci ed esprimere la nostra contrarietà a qualsiasi rendita di posizione, tanto più se accompagnata da sentenze passate in giudicato”.

 

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*