Parchi e aree verdi a la Pallotta, incuria, degrado e sporcizia, dice Tamburi

C’è un diritto alla quiete ed al riposo uguale per tutti i cittadini?

Parchi e aree verdi a la Pallotta, incuria, degrado e sporcizia, dice Tamburi

Parchi e aree verdi a la Pallotta, incuria, degrado e sporcizia, dice Tamburi

da Giampiero Tamburi (Coordinatore di “Perugia, Social City”)
PERUGIA – Chi decide quando un problema pubblico diventa tale e soprattutto, quali sono i criteri che fanno diventare il problema degno dell’attenzione delle Istituzioni, quale esse siano? Quando ad essere coinvolti sono più di 10 cittadini…più di 100…oppure più di 1000 ed oltre? Oppure quando si violano i diritti alla salute ed al quieto vivere di solamente una persona? Vale sempre, per i nostri politici/amministratori, il principio che la libertà e i diritti di una persona o di un qualsiasi gruppo, cessa quando sovrasta e calpesta i diritti e le libertà altrui? Perché è di ciò che stiamo parlando per una lettera ricevuta da “Perugia: Social City” della quale ne trasmettiamo i punti più significativi perché rispecchia in pieno un gravoso e annoso problema, non risolto, che tocca i punti fondamentali del quieto vivere civile. Guarda caso ancora una volta che interessa il quartiere della Pallotta!

Gli amici G. Dionigi e M. Sposini, del condominio di via Ariosto 41, così hanno scritto: “Al Coordinatore di “Perugia: Social City” Sig Giampiero Tamburi Nel Comune di Perugia, i Parchi e le aree verdi in genere, invece che una risorsa per i cittadini e per il territorio sono diventati un vero grande problema. Quotidianamente leggiamo nei giornali e sperimentiamo personalmente l’incuria, il degrado, la sporcizia, la mancata manutenzione di queste parti della città. A tutte le voci che denunciano i problemi di cui sopra vogliamo aggiungere la nostra per far conoscere la situazione che da anni si perpetua in modo costante tutti i fine settimana, ma che diventa particolarmente intensa durante la stagione estiva.

C’è un diritto alla quiete ed al riposo uguale per tutti i cittadini?

Si tratta del Parco P. Aretino sottostante Via Ariosto nella ormai ben tristemente nota zona di Via della Pallotta. Questa piccola area verde infatti da anni è occupata da un folto gruppo di ecuadoriani in tutti i fine- settimana dell’anno ma, nel periodo estivo anche in giornate infrasettimanali. Mantenendo il principio che uno spazio pubblico è di tutti e dunque da tutti fruibile, le nostre richieste riguardano le regole a cui dobbiamo adeguarci se vogliamo frequentare con educazione e dignità tale spazio.

Non si può scambiare un parco per un luogo dove si bivacca per ore, dove si cucina, si mangia, dove si distribuiscono abusivamente alcoolici e si beve molto, dove nelle ore notturne si urla da parte di adulti e di bambini e spesso si ascolta musica ad alto volume, dove si fanno i propri bisogni trasformando una parte del parco in gabinetto a cielo aperto, con carte igieniche sparse dappertutto e con odori nauseabondi.

E dove viene occupata abusivamente una parte dell’area con sedie e improvvisati tavoli che rimangono costantemente nel luogo contro ogni decoro pubblico. Soprattutto non si può occupare uno spazio fino a tarda notte (a volte anche fino alle prime ore del mattino) disturbando con schiamazzi il giusto riposo di chi abita nei palazzi limitrofi, di persone che lavorano, di persone anziane, a volte malate e di bambini. L’esasperazione che ormai domina in tutti i residenti del quartiere rischia di trasformare un problema di ordine pubblico in grave problema sociale. Eppure, nessuna azione e nessuna protesta messa in atto nel tempo dai condomini interessati (in modo particolare dal Condominio di Via Ariosto 41), ha avuto risposte da parte di Assessori del Comune, della Polizia Municipale, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e perfino del Consolato dell’Ecuador che ha sede in Via della Pallotta. P. il Condominio di Via Ariosto 41 G. Dionigi – M. Sposini

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