PANICALE, FORESTALE SEQUESTRA TERRENI CON LIQUAMI

HPIM3571(umbriajournal.com) CITTA’ DELLA PIEVE – Gli uomini del Comando Stazione forestale di Città della Pieve hanno sottoposto a sequestro, convalidato dalla Procura della Repubblica di Perugia, due vaste aree, una di 800 mq e l’altra di 3.000 mq, su cui erano stati depositati in maniera incontrollata ingenti quantitativi di liquami provenienti da un allevamento avicolo.

Durante un controllo del territorio in località Tresa e località Capannara, nel comune di Panicale, gli uomini del Corpo forestale hanno rilevato la presenza di un importante quantitativo di liquami depositati in maniera incontrollata su terreni agricoli.
Svolte le indagini del caso, si appurava che un allevamento avicolo della zona, invece di eseguire le procedure stabilite dalle normative in materia, depositava in maniera incontrollata i liquami prodotti in violazione delle norme specifiche per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, rendendo quindi i liquami veri e propri rifiuti, anziché materiale concimante.
Di fatto è previsto lo spandimento dei liquami con interramento immediato e aratura, contrariamente a quanto nella realtà era stato praticato, stoccando i liquami senza effettuare la successiva distribuzione sul terreno.

Le aree sequestrate, ricadono all’interno delle zone vulnerabili ai nitrati, di cui alla DGR Umbria 2052/2005, e soggiacciono a particolari norme che prevedono quantitativi limite di materiali concimanti contenenti nitrati, pertanto le pratiche agricole nella zona devono essere effettuate avendo particolare cura a non provocare inquinamento da nitrati nelle acque. La stessa zona, inoltre, ricade in un’area che racchiude uno degli ultimi boschi planiziali acidofili dell’Umbria che, per tale motivo, è stata dichiarata Sito di Importanza Comunitaria denominato “Boschi e brughiere di Panicarola”.

Il mancato spandimento immediato dei liquami con deposito incontrollato di ingenti quantitativi di materiale che si è protratto nel tempo, in ampie superfici di terreni non rientranti tra quelli autorizzati nella pratica di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento ed anche in zona vulnerabile da nitrati, integra violazione al Testo Unico Ambientale in materia di rifiuti.
I titolari di un’azienda agricola della zona sono stati deferiti all’A.G. per il reato di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti costituiti da liquami di origine avicola.

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