Padre uccide figli e poi si suicida, parla Luciano, il vicino di casa [IL VIDEO]

«Ti rendi conto di quello che ho fatto ai miei figli? Non provate a fermarmi»

Padre uccide figli e poi si suicida, la testimonianza del vicino [IL VIDEO]
Luciano (vicino di casa)

Padre uccide figli e poi si suicida, parla Luciano, il vicino di casa [IL VIDEO]

«Era un uomo molto attaccato ai figli, Maurilio li portava a scuola e li andava a riprendere», sono le parole di Luciano, un vicino di casa dell’uomo che ha ammazzato i due figlioletti e poi si è ucciso gettandosi nel pozzo che si trova dietro casa. «Era molto attaccato a loro – racconta – e quando l’estate andavano in Polonia con la mamma, ci teneva ad informarmi per dirmi che stavano bene». Luciano è stato chiamato da un’altra vicina di casa: “Corri, vieni, che è successo qualche cosa di brutto”. «Quando sono arrivato – racconta il signor Luciano – Maurilio era sopra al muretto che si voleva buttare dentro».

Maurilio Palmerini
E’ Maurilio Palmerini l’autore del tremendo gesto. L’uomo dopo aver accoltellato i figli si è ucciso davanti a carabinieri e al vicino di casa Luciano che cercavano di impedirglielo. «Ti rendi conto di quello che ho fatto ai miei figli? Non provate a fermarmi». Sono state queste le sue ultime parole. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, l’uomo ancora non si era buttato, era a cavalcioni sul pozzo. Loro hanno cercato di impedirglielo anche raccontandogli che i bambini non erano morti, ma lui sapeva cosa aveva fatto e alla fine si è buttato nel pozzo profondo 20-30 metri. L’uomo aveva “problemi di depressione” e la famiglia problemi economici. Il Comune nel recente passato aveva fornito aiuto alla sua famiglia.

Il vicino di casa ha cercato di fargli cambiare idea, ma non c’è stato niente da fare. Il pozzo, a quanto dice il vicino, sembra sia in comune con una zia molto anziana e che viveva accanto alla casa dove è avvenuta la tragedia. L’anziana donna, secondo quanto racconta Luciano, vivrebbe in una casa di cura perché troppo anziana e, di fatto, Marsilio sarebbe rimasto solo, privo, cioè di altri familiari.  Un uomo che avrebbe passato dei momenti difficili e in suo aiuto sarebbero arrivati anche i paesani di Vaiano e gli amici. Niente, però, secondo il signor Luciano avrebbe potuto, nonostante le difficoltà e un po’ di presunta depressione, lasciar presagire un gesto così drammatico. Una persona che era in cura, racconta Luciano. «Ultimamente – racconta -, quando ci ho parlato, cercavo di dirgli di sostenersi, di aiutarsi, ma ho avuto la sensazione che non gli facesse neanche troppo piacere parlare dei suoi disagi psichici». Nel frattempo che Marsilio si voleva gettare sul posto erano arrivati i carabinieri per cercare di salvarlo. A detta di Luciano, l’uomo avrebbe rifiutato la fune che gli stavano offrendo i Militari. «L’ho visto tremare – aggiunge – si vedeva che era proprio stravolto. I Carabinieri insistevano affinché prendesse la corda per imbracarsi. Mi dispiace tanto – conclude -, era un amico, volevo bene a lui e alle sua creature. Un’amicizia di vecchia data».

 

Uccide figli

 

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