Pacco bomba Banca Etruria, pronto ad esplodere

Indaga il sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Petrazzini. Al vaglio degli investigatori anche le immagini di sorveglianza della zona.

Pacco bomba Banca Etruria, pronto ad esplodere

Pacco bomba Banca Etruria, pronto ad esplodere

Un vero e proprio atto intimidatorio, forse “avvertimento”. Quel sacchetto piazzato davanti alla filiale della Banca Etruria a Ponte San Giovanni, molto probabilmente durante la notte del 7 gennaio 2016, era a tutti gli effetti una bomba artigianale. Un ordigno capace di sprigionare una fiammata che avrebbe potuto far male a qualche persona che si fosse trovata a passare di lì. Nessuna ipotesi viene esclusa. Indagano i militari del comando provinciale di Perugia, giunti immediatamente sul posto. L’ordigno rudimentale è stato fatto brillare dagli artificieri. L’operazione è durata pochissimo, senza creare disagi.

In quel momento in via Manzoni sono stati attimi di panico a Ponte San Giovanni. E’ successo tra le ore 9,30 e 10. A dare l’allarme gli stessi dipendenti della Banca Etruria che avevano notato una strana busta trasparente poggiata davanti l’ingresso della banca, sull’angolo delle vetrate. All’interno sono stati trovati dei chiodi arrugginiti, della polvere fertilizzante e delle pile per l’innesco.

Sul posto i carabinieri con gli artificieri del nucleo investigativo del reparto operativo che hanno provveduto a transennare la strada e a mettere in sicurezza le persone e tutta l’area per poi attivare la procedura di brillamento dell’ordigno, avvenuto intorno alle ore 9.45.

L’allarme è cessato alle ore 10.10 e i dipendenti sono stati fatti rientrare all’interno dell’edificio. Indaga il sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Petrazzini. I carabinieri hanno subito avviato le indagini per risalire a chi l’abbia lasciata. Al vaglio degli investigatori anche le immagini di sorveglianza della zona.

“Un atto gravissimo e inquietante, il pacco sospetto rinvenuto alla filiale della Banca Etruria alla periferia di Perugia. C’è chi vuole speculare sulle disgrazie e sulla rabbia della gente anche con atti che avrebbero potuto avere pesanti conseguenze. Pur trattandosi di un ordigno rudimentale, tuttavia si tratta di un episodio preoccupante per il valore simbolico che il gesto stesso acquista in un momento di confusione e di perdite economiche da parte di persone ora in sofferenza, su cui governo e parlamento sono impegnati a trovare soluzioni. Quanto accaduto va fortemente condannato e isolato. Siamo fiduciosi che i carabinieri faranno al più presto luce sull’episodio”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini.

“Un atto intimidatorio di inaudita gravità”: così il vice presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, ha commentato la presenza di un ordigno rudimentale davanti alla filiale della Banca Etruria nella zona di Ponte San Giovanni a Perugia.

“Non è con azioni criminose e vili come questa che si dà supporto a quanti stanno in questo momento vivendo situazioni di difficoltà legate a perdite di carattere economico. Quanto accaduto oggi alla periferia di Perugia – ha aggiunto Paparelli – desta preoccupazione e rappresenta un fatto gravissimo, lontano dalla cultura civile dell’Umbria. Sono certo – ha concluso l’assessore – che le Forze dell’Ordine sapranno fare al più presto piena luce sulla vicenda”.

La UILCA dell’Umbria (UIL Credito, Assicurazioni ed Esattorie) denuncia nella maniera più ferma questo episodio inqualificabile che avrebbe potuto causare seri danni a persone e cose se l’allarme ed il conseguente intervento delle forze dell’ordine non fosse stato tempestivo.

Pacco bomba

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