Ostello Spagnoli, presidio di CasaPound Italia per la chiusura del centro

Ieri pomeriggio di fronte all’Ostello Spagnoli si è svolto un presidio di CasaPound Italia per chiudere la chiusura del centro d’accoglienza lì ubicato.

“Abbiamo protestato – dichiara in una nota Antonio Ribecco, responsabile perugino di CasaPound Italia – per chiedere l’immediato sgombero del centro, sede dell’ennesimo business della cosiddetta accoglienza e non a caso in gestione a una cooperativa legata all’ARCI. Oltre ai recenti fatti di cronaca legati a quanto pare ad assurde lamentele per cibo e vestiti, pubblicati su un sito legato alla stessa ARCI che ha dovuto però dopo pochissimo autocensurarsi, riteniamo che in un momento di crisi come questo non un solo euro debba essere distratto rispetto all’urgenza di aiutare i nostri connazionali in difficoltà”.

“Al contrario – prosegue Ribecco – oltre 900 euro al mese vengono spesi per aiutare ognuno di questi sedicenti rifugiati, mentre tanti perugini e italiani versano nello stesso momento in condizione di grave crisi economica o abitativa. Al contrario di molti ipocriti e buonisti a senso unico (ovvero quello contrario alla solidarietà con la nostra popolazione più sfortunata) non abbiamo paura di continuare a gridare come abbiamo fatto ieri: Prima gli italiani.”

“Abbiamo inoltre appreso proprio ieri, e la notizia non ci stupisce affatto, che dopo l’esame delle prime 165 domande di richiedenti asilo riguardanti l’Umbria (su un totale abnorme di 1300) solo 4 hanno visto riconosciuto lo status di rifugiato, ovvero il 2% del totale, e solo un altro 12% ha visto concessa la protezione umanitaria. Ma intanto, dati alla mano, continuiamo a spendere oltre un milione di euro al mese solo per i presunti profughi della nostra regione. Quasi 15 milioni di euro annui – conclude il responsabile di CPI – che potrebbero costituire un aiuto importantissimo per alleviare le difficoltà economiche di tanti umbri e per il rilancio delle politiche di assistenza abitativa per i cittadini italiani”.

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