Operazione “Turn Over”, fino a 1 chilo di droga in pancia, incalcolabile giro d’affari,

Traffico droga transnazionale, "Turn Over", oltre 16 anni la pena più alta
Traffico droga transnazionale, "Turn Over", oltre 16 anni la pena più alta

turn-over (2)di Marcello Migliosi

PERUGIA – Eroina dalle rotte dell’Afghanistan, cocaina dalla Colombia, stoccaggio nell’Africa sub sahariana – Togo, Camerun, Uganda e Burundi – dopodiché via con gli ovulatori a consegnare droga in tutta Europa e nel mondo, Italia compresa. Fino ad un chilo di stupefacente in pancia per ogni viaggio. Una vera e propria “piovra” quella messa in piedi da una banda di nigeriani che, nelle diverse città, rifornivano, per la vendita al minuto, schiere di pusher magrebini. Riferimenti apicali in Nigeria, ma con sodali dislocati un po’ in tutto il pianeta: Brasile, Venezuela, Equador, Packistan ed Afghanistan. Ma sulla loro strada i trafficanti di morte hanno trovato, con l’operazione “Turn Over”, la 1^ sezione della criminalità organizzata della Squadra mobile della Questura di Perugia e il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinato dalla Direzione centrale per i servizi antidroga. 37 le ordinanze di custodia cautelare chieste dal sostituto procuratore della repubblica, Manuela Comondi e firmate dal giudice per le indagini preliminari, Lidia Brutti. 20, fino ad ora, quelle eseguite a carico dei componente della gang, cui viene contestata l’associazione a delinquere. Questo sulla base degli articoli 73, 74 del testo unico sullo stupefacente, finalizzata alla importazione, trasporto, raffinazione e commercio di cocaina ed eroina. Oltre a questo, per la prima volta, è contestata agli arrestati anche l’aggravante della transanzionalità dei reati. In Italia la banda di spacciatori operava, oltre che a Perugia – dove per altro come abitudine i nigeriani da sempre sono stanziali -, anche a Milano, Roma, Caserta, Bologna, Firenze, Reggio Emilia, Modena e Padova. Incalcolabile il giro d’affari messo in piedi d’affari degli africani, come detto i corrieri ovulatori trasportavano fino a 100 ovuli per volta. Dai quali, per altro, nei diversi interventi sono stati sequestrati circa 8 chilogrammi di eroina e cocaina. L’organizzazione malavitosa prevedeva una distribuzione gerarchica dei compiti tra: promotori, organizzatori e corrieri. Le persone coinvolte erano tenute insieme e coinvolte a forza ricorrendo allo spettro dei riti “vodoo”. Tra i propositi dei trafficanti anche quello di importare un intero container di cocaina direttamente dalla Colombia.

 

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