Omicidio Presta, per i periti Rosi può rimanere in carcere

Rosi, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, oggi era presente in aula.

Omicidio Presta, per i periti Rosi può rimanere in carcere

Omicidio Presta, per i periti Rosi può rimanere in carcere

Il quadro clinico di Francesco Rosi è ritenuto compatibile con la detenzione in carcere. L’uomo è stato arrestato per avere ucciso nel novembre scorso la moglie Raffaella Presta, a colpi di fucile nella loro abitazione di Perugia.

Lo hanno stabilito i periti incaricati dal gip di Perugia di stabilire le condizioni dell’uomo, sentiti oggi dalle parti con la formula dell’incidente probatorio. I periti del gip, il medico legale Sergio Scalise Pantuso e lo psichiatra Alessandro Perazzi, hanno comunque consigliato di far sorvegliare Rosi dagli agenti di polizia penitenziaria per evitare gesti di autolesionismo.

Rosi, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, oggi era presente in aula. Soddisfatta la famiglia della vittima: «Condividiamo pienamente le conclusioni dei periti visto che per noi l’unico posto in cui può stare Rosi è il carcere».

Omicidio Presta

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