Omicidio Meredith, “Defaillance investigative” e “colpevoli omissioni”

Omicidio Meredith, "Defaillance investigative" e "colpevoli omissioni"
Omicidio Meredith, "Defaillance investigative" e "colpevoli omissioni"

Omicidio Meredith, “Defaillance investigative” e “colpevoli omissioni”.
«Defaillance investigative» e «colpevoli omissioni». Lo scrivono i giudici della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti in via definitiva dall’omicidio di Meredith Kercher. Entrambi erano accusati di avere ucciso Meredith Kercher a Perugia il 1° novembre 2007.

Per i giudici il processo ha avuto un “iter obiettivamente ondivago”, le cui “oscillazioni sono alla risultante anche di clamorose defaillances o ‘amnesie’ investigative e di colpevoli omissioni di attivita’ di indagine, che, ove poste in essere, avrebbero, con ogni probabilita’, consentito, sin da subito, di delineare un quadro, se non di certezza, vuoi della colpevolezza, dell’estraneita’ degli odierni ricorrenti”.

Un dato di “indubbia pregnanza” a favore di Amanda Knox e Raffaele Sollecito “nel senso di escludere la loro partecipazione materiale all’omicidio” di Meredith Kercher consiste “nell’assoluta mancanza di tracce biologiche a loro riferibili nella stanza dell’omicidio o sul corpo della vittima, ove invece sono state rinvenute numerose tracce riferibili a Guede”.

Incontrovertibile – spiegano i giudici – e’ l’impossibilita’ che sulla scena dell’omicidio non fossero residuate tracce riferibili agli odierni ricorrenti (Amanda e Raffaele, ndr), in caso di partecipazione all’uccisione della Kercher. Nessuna traccia ad essi imputabile e’ stata, in particolare, rinvenuta sulla felpa indossata dalla vittima al momento dell’aggressione ne’ sulla sottostante maglietta, come avrebbe dovuto essere in caso di partecipazione all’azione omicidiaria”. “La storia di questo processo e’ caratterizzata da un percorso travagliato ed intrinsecamente contraddittorio, attorno al solo dato di irrefutabile certezza: la colpevolezza di Amanda Knox in ordine alle calunniose accuse nei confronti di Patrick Lumumba”.

“I giudici con grande coraggio e sapienza giuridica hanno chiuso un processo lungo e tortuoso”. E’ soddisfatto delle motivazioni della sentenza della Cassazione l’avvocato Luciano Ghirga, legale di Amanda Knox. Secondo Ghirga viene “resa giustizia alle tesi difensive che abbiamo sempre proposto e in precedenza non erano state
ascoltate”. Il legale sottolinea infine che, al piu’ presto, le motivazioni verranno inviate via mail ad Amanda.

Parla di “presa di posizione molto forte contro le investigazioni e gli errori fatti” l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito, commentando le
motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione. Secondo Bongiorno, nella sentenza e’ stato dipinto “l’affresco di un errore giudiziario mostruoso”. “L’assoluzione – conclude – ci aveva dato grande soddisfazione, ma la motivazione la raddoppia”.

“Tutta la sentenza motiva molto sul fatto che le indagini di polizia giudiziaria siano state a senso unico e fondate sul principio che, prima sono stati trovati i soggetti, e intorno a loro sono stati attribuiti elementi a loro carico ma che poi sono caduti”. Esprime “soddisfazione” l’avvocato Luca Maori, uno dei legali di
Raffaele Sollecito, commentando le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che ha definitivamente scagionato il suo assistito.

Maori rimarca il passaggio in cui si parla di “clamorose defaillances” nelle indagini poiche’ cio’ significa “come abbiamo sempre detto, che le indagini sono state condotte in maniera non congrua”.

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