Omicidio Meredith, Amanda vive con l’incubo dell’estradizione

Meredith: arriva Reperto 36, libro di Alvaro e Luca Fiorucci
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Amanda Knox
Amanda Knox

PERUGIA – Amanda Knox è preoccupata e convive con un “doppio incubo, che l’errore giudiziario sarà confermato e l’estradizione concessa”. La studentessa americana lo racconta a Oggi dopo il deposito delle motivazioni della condanna a Firenze, insieme a Raffaele Sollecito, per l’omicidio di Meredith Kercher. L’intervista sarà in edicola domani e sul sito oggi.it è diffuso un’anticipazione.

“Avremmo ucciso Mez per volontà di umiliazione e prevaricazione: è assurdo. Io e Mez eravamo amiche e non abbiamo mai litigato. E’ una ricostruzione fantasiosa, non basata sui fatti”, dice Amanda Knox.

“Sono le speculazioni – aggiunge – che mi condannano. I fatti mi assolvono. Il verdetto mi ha veramente travolta e ci è voluto tanto tempo per riprendere coraggio”. Riguardo a una possibile richiesta di estradizione la Knox sottolinea che che gli Stati Uniti diventerebbero la sua “prigione”. “Mi peserebbe molto – conclude la studentessa – non poter tornare mai più in Italia”

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