Omicidio Bellini: Halan Andriy racconta la sua versione

E' comparso davanti al Gip del Tribunale di Terni, Simona Tordelli, martedì mattina

Omicidio Bellini: Halan Andriy racconta la sua versione
Nella foto piccola l'arrestato

Omicidio Bellini: Halan Andriy racconta la sua versione

TERNI – Inchiodato dalle prove ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti. L’ucraino Halan Andriy, è comparso davanti al Gip del Tribunale di Terni, Simona Tordelli, martedì mattina. Il suo legale, l’avvocato Bruno Capaldini, ha confermato che l’ucraino ha risposto alle domande poste dal Gip. Anche nella giornata di sabato il presunto omicida aveva rilasciato alcune dichiarazioni in merito a quanto accaduto. Il legale attende l’esito dell’autopsia e delle successive indagine per seguire la procedura del rito abbreviato.

L’autopsia ha evidenziato ferite prodonfe alla testa, probabilmente Bellini sarebbe stato colpito da un oggetto contundente più volte. Nessuna traccia di ferite da arma bianca sul resto del corpo. Il corpo di Bellini mostrerebbe varie ferite da taglio, ma non è certo che l’arma usata sia un coltello. Sembrerebbe anche che il volto sia stato colpito da un oggetto. Decisivo sarà l’esame autoptico. Le indagini stanno ora seguendo un’altra probabile pista, legata ad un possibile complice che potrebbe aver aiutato l’omicida a trasportare e gettare il corpo nel fiume Velino. Dopo 12 giorni di attesa, i Carabinieri sono riusciti a chiudere il cerchio intorno alla scomparsa del ternano Sandro Bellini. In manette finisce il presunto omicida Halan Andriy del 72, un ucraino di 44 anni. Nei suoi confronti la Dott.ssa Simona Tordelli, Gip del Tribunale di Terni, ha emesso un’ordinanza di applicazione di custodia in carcere in relazione ai reati di omicidio, incendio aggravato e occultamento di cadavere.

La misura cautelare in questione ha accolto, ritenendoli fondati, i gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli investigatori dell’Arma sotto la guida del Dott. Tullio Cicoria, Sostituto Procuratore della Repubblica di Terni titolare del fascicolo processuale. Operazioni di recupero del cadavere in corso sulle sponde del fiume Velino. Proprio lì, il presunto omicida ha indicato il luogo dove si troverebbe il cadavere di Sandro Bellini. L’ucraino avrebbe avuto una relazione, ormai da “separati in casa” con una donna. Quest’ultima sarebbe stata legata sentimentalmente a Bellini. Gli inquirenti accusano l’ucraino di omicidio volontario premeditato, con movente passionale.

I carabinieri prima di arrivare all’arresto, hanno intercettato il cellulare dell’ucraino. Proprio dai tabulati telefonici sarebbero arrivate le conferme alle supposizioni degli inquirenti. Elementi utili ad accertare che c’è un movente passionale dietro la morte del ternano. Nell’auto di Bellini sono state trovate tracce di sangue, che grazie ai riscontri scientifici, hanno portato direttamente ad identificare il presunto autore dell’efferato gesto. L’ucraino si trova ora rinchiuso nel carcere a Sabbione. La compagna dell’ucraino che stava frequentando Bellini ha consegnato ai Carabinieri gli abiti gettati dal sospettato. I vestiti, spediti al centro Ris di Roma avevano tracce ematiche sia dell’ucraino che di Bellini.

Omicidio Bellini

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