Nomi dei beneficiari di trattamenti di favore, lo chiede Liberati M5s

Sono nate dure proteste in merito a tale procedura tra i dipendenti regionali, tanto che l'interessata ha poi deciso di rinunciare all’incarico

Nomi dei beneficiari di trattamenti di favore, lo chiede Liberati M5s
Andrea Liberati

Nomi dei beneficiari di trattamenti di favore, lo chiede Liberati M5s

“Chiediamo i nomi dei dirigenti regionali che hanno usufruito di trattamenti di favore con la proroga al pensionamento violando, così, le norme deliberate dalla Giunta regionale”. È quanto chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, in un’interrogazione urgente all’Esecutivo di Palazzo Donini. Nell’atto si legge che “la responsabile dell’ambito ‘Ambiente, energia e affari generali’ della Regione Umbria, che doveva terminare il servizio nel luglio di quest’anno, ha ottenuto dalla Giunta la proroga al pensionamento fino al 31 gennaio 2016.

Lo scorso ottobre l’ambito di coordinamento attualmente guidato dalla stessa responsabile è stato elevato al rango di ‘area equiparata a direzione’ per il trasferimento in Regione dei dipendenti provinciali, creando di fatto una nuova categoria dirigenziale. Sono nate dure proteste in merito a tale procedura tra i dipendenti regionali, tanto che l’interessata ha poi deciso di rinunciare all’incarico.

La dottoressa in questione ha poco dopo rilasciato dichiarazioni sulla stampa secondo cui la normativa vigente (DGR n. 647/2012 contro i conferimenti di primi incarichi, ovvero mutamento di incarico di posizione organizzativa nei 12 mesi precedenti il collocamento a riposo del personale) ‘non era mai stata osservata prima, e non una sola volta, spesso. Negli ultimi tempi è stata disattesa almeno per cinque dirigenti, di cui uno colonna del sindacato’”.

Per questo Liberati chiede alla Giunta “che renda noti i nomi dei cinque dirigenti evocati sulla stampa dalla responsabile citata, e di sapere le ragioni per cui costoro abbiano ricevuto un trattamento che appare di favore personale, economico e persino sindacale, così come asserito dalla stessa dirigente, violando così normative cogenti deliberate dalla stessa Giunta regionale”.

Liberati

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