Napoli, indagine false fatturazioni, ai domiciliari Dino De Megni e Leonardo Coverelli

DINO_DE_MEGNINAPOLI – Dino De Megni, padre di Augusto il bimbo rapito alcuni anni fa, e poi diventato un personaggio televisivo vincitore della sesta edizione del Grande Fratello, è stato arrestato questa mattina in Umbria. L’uomo si trova ai domiciliari. L’indagine, da quanto si apprende, riguarderebbe l’emissione di false fatturazioni. Da quanto è stato possibile apprendere, l’ex dirigente del Pisa calcio (2005-2006) e del Perugia Calcio (2008-2009), figlio di Augusto e padre di Augustino (vincitore della sesta edizione del Grande Fratello), sarebbe stato associato nelle prime ore della mattina al carcere napoletano di Poggio Reale.
L’arresto di De Megni è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato all’arresto di Flesca Previti. Flesca Previti è nipote dell’ex ministro Cesare Previti.

Le indagini della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli riguarderebbero le procedure per la compravendita, poi non avvenuta, della clinica Ruesch spa, nota casa di cura napoletana. Nell’inchiesta sono state arrestate altre cinque persone, tutte agli arresti domiciliari. Tra loro anche Leonardo Covarelli, ex presidente della società Pisa Calcio.

Gli indagati – secondo gli inquirenti – avrebbero usato società con sede in Austria, Germania e Gran Bretagna, sui cui conti correnti sono stati accumulati capitali sottratti dal fallimento della San Pio S.a.s. società del settore alberghiero. Secondo l’ipotesi accusatoria, i capitali frutto della bancarotta fraudolenta, successivamente, sono stati trasferiti in Italia per tentare l’acquisto del capitale della nota clinica partenopea «Ruesch» attraverso due società immobiliari, la «Iniziativa 2003» e la «New Glen srl».

Agli indagati vengono contestati i reati di riciclaggio e reimpiego di denaro di illecita provenienza, intestazione fittizia di valori, falso in bilancio, formazione fittizia di capitale, tutti aggravati dalla trans nazionalità.

Nell’inchiesta i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dal procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli, e dal sostituto Giovanni Conzo, hanno anche eseguito nei confronti dei sei indagati, un sequestro di beni per equivalente pari a oltre 9 milioni di euro. Tra i beni sequestrati ci sono ville e immobili (anche di valore storico) a Bologna, Pisa, Perugia e Roma, oltre a numerosi terreni nella provincia di Cosenza.

Dino De Megni era noto alle cronache per via del sequestro del figlio Augustino, all’età di 10 anni, organizzato dall’Anonima sarda durato 110 giorni (dal 3 ottobre 1990 al 22 gennaio 1991). Durante il sequestro, il bambino fu tenuto nascosto in una grotta nella zona di Volterra. Il rapimento avvenne la sera del 3 ottobre 1990 quando quattro banditi armati e con il volto coperto da passamontagna fecero irruzione nella villa del padre a Perugia.

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