Muore un altro Vigile del fuoco, evviva i pompieri, eroi dimenticati!

A proposito, ve l'ho mai raccontato di quel pompiere che ha portato un gattino a Norcia ad un bimbo che aveva perso tutto?

Muore un altro Vigile del fuoco, evviva i pompieri, eroi dimenticati!
Immagine di repertorio zipnews.it

Muore un altro Vigile del fuoco, evviva i pompieri, eroi dimenticati!

da Francesca Pettinari
Titolo: la notizia è che la bimba morde il cane, non che il cane morde la bimba. Svolgimento: senza voler fare di tutta l’erba un fascio, visto che anche tra i giornalisti c’è il bello e il pessimo e visto che appartengo ad una categoria anche più vituperata della loro, mi sento di dire un paio di cose, avendo appena saputo che è morto un altro vigile del fuoco, mentre prestava soccorso. I pompieri, e con loro le famiglie e gli amici sono piuttosto risentiti, in questo periodo, con i giornalisti (chi mi conosce apprezzi la moderazione con cui scrivo).

Un moto di repulsione

Ma perché? Irrazionalmente ho avuto anche io un moto di repulsione e ho cercato di razionalizzarlo, perciò queste due righe tentano di essere qualcosa di diverso dal solito: evviva i pompieri, eroi dimenticati. 

Dunque dicevo: la morte dei due ragazzi siciliani e di quello lombardo è una morte sul lavoro.

La morte di Pinuccio La Vigna

Se ne contano decine e decine, purtroppo, perché per loro dovrebbe essere diverso? A me pare chiaro ma forse non lo è: loro muoiono per prestare soccorso. Muoiono per salvare altre vite. E già questo meriterebbe un’attenzione, che per carità vada oltre il morboso scavare nelle vite di questi ragazzi.

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Ma va bene, è il cane che morde una bimba. Sebbene io, ma appunto di mestiere faccio altro, ho chiesto, ad esempio, quanto “costano” queste morti, cosa si fa per le loro famiglie, dove sono e come intervengono le istituzioni ecc., e ho conosciuto realtà che mi erano ignote, quindi della costruttiva informazione si potrebbe anche fare. Ma non è solo questo. Loro diventano, spesso, la bimba che morde il cane.

Lo sono stati a L’Aquila, a Rigopiano, ogni volta in cui si cercano dettagli pruriginosi o anteprime di notizie tragiche. Lì c’è la corsa, lo sgomitare, l’allisciamento.

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Quando ci muoiono no. A meno che, e qui parte il moto di repulsione generale, qualche genio della penna non si faccia solleticare dall’idea che lo scoppio di Catania sia stato causato dall’imperizia dei pompieri, fino a ieri eroi dimenticati. allora sì, che ci scriviamo un bell’articolo fondato sul nulla, dimenticandone la professionalità e lanciando sassi che diventano macigni. Allora lasciateli stare, per favore. Lasciateli osannare e piangere a noi, che li conosciamo davvero. 

Grazie Francesca, i Vigili del fuoco, orgoglio italiano

A proposito, ve l’ho mai raccontato di quel pompiere che ha portato un gattino a Norcia ad un bimbo che aveva perso tutto? No, mi sa che me lo tengo per me. Qui cito, su tutti, Marcello Migliosi che merita una menzione speciale per come si approcciano con cristallina professionalità ed attenzione al corpo nazionale dei vigili del fuoco. Un abbraccio alle famiglie dei ragazzi deceduti, di cuore.

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