Il mostro di Foligno uccide ancora nei suoi sogni

Seicento euro al giorno per "mantenere" Luigi Chiatti in Sardegna
Luigi Chiatti

“Vedo un bambino di sei-sette anni” dice una delle lettere che Luigi Chiatti (il “mostro di Foligno” arrestato nel 1993 per avere ucciso il piccolo Simone Allegretti, di quattro anni e poi Lorenzo Paolucci, di 13) ha scritto a un amico conosciuto in carcere e che il settimanale Oggi rivela in esclusiva.

Il bambino – scrive Chiatti – “esce da un edificio sotto la pioggia, corre in pigiama leggero, la via che percorre mi dà la sensazione che sia quella dove c’è l’ingresso dell’ambulatorio di mio padre a Foligno ad un certo punto lo vedo in un vicolo cieco di un centro storico di città, ha accanto a terra un enorme (quasi come lui) pezzo di pane spezzato e scavato dalla mollica, la punta di un filone di pane, lo mangia spezzando dei pezzi… c’è credo anche un altro bambino, lì si sente al sicuro”.

Chiatti – spiega Oggi in una nota – racconta all’amico i suoi sogni, come quello di “armeggiare di nascosto con un dito di mano intero distaccato, tagliato di netto. Non si vedono perdite di sangue… è come fosse irrorato di sangue. Mi diverto, lo prendo e lo attacco per pressione tra le dita”. Nelle lettere – sempre secondo il settimanale – compaiono “scarafaggi rossi”, “conigli scuoiati, cotti, lessati, tagliati per lungo a metà, da fare a pezzi con le mani”, ma anche insetti “da schiacciare”, soprattutto i più piccoli, e “mucche da fare a pezzi con le forbicine della Chicco”.

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