Morto dopo scippo, l’arrestato: «Non sono stato io»

Morto dopo scippo, l'arrestato: «Non sono stato io»
Morto dopo scippo, l'arrestato: «Non sono stato io»

Morto dopo scippo, l’arrestato: «Non sono stato io»
Era a vedere la partita in un bar. «Non mi trovavo in quel posto. Sono stato prima con una ragazza e poi a vedere la partita in un bar di Elce» Ha detto così il 37enne, Maloul Nabil, arrestato ed accusato di aver procurato la morte di Loredano Maranini a seguito di uno scippo avvenuto in via della Pallotta nella mattinata di domenica. I carabinieri hanno sentito una ragazza indicata nordafricano.

L’uomo è difeso da Donatella Panzarola e Christian Giorni, che confermano come l’alibi, ma per la procura «L’arrestato non ha alibi: aveva tempo per agire».

Mercoledì è previsto l’interrogatorio vero e proprio, fanno sapere i legali. Ad incastrare il nordafricano ci sarebbero almeno tre testimoni oculari che lo avrebbero riconosciuto. Sempre stando alle prime indiscrezioni trapelate, gli uomini dell’Arma starebbero visionando le immagini delle telecamere di via della Pallotta. A mettere con le spalle al muro il 37enne potrebbero, infatti, essere alcuni filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza privati.

Il pm annuncia l’acquisizione dei tabulati e l’intenzione di sentire in incidente probatorio la donna che era con lui. L’udienza è stata fissata per giovedì mattina. La procura spiega che Maloul ha detto di aver visto la partita della Roma in un bar di Elce, ma anche di essersi assentato nella pausa tra primo e secondo tempo per andare a casa a ritirare i panni stesi e di essere tornato al bar alle 16. Momento in cui si sono verificati i fatti.

Morto dopo scippo

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