Morti sul lavoro, Umbertide ricorda Hamdi

commemorazione Hamdi(UJ.com3.0) UMBERTIDE – Era il 17 luglio dell’anno scorso, quando Abdelkerim Hamdi, operaio di nazionalità marocchina, perse la vita sul posto di lavoro all’azienda metalmeccanica Proma. Oggi, presso il monumento ai caduti del lavoro di Umbertide, si è tenuta una commemorazione di questo tragico evento, come spunto di riflessione sul sempre caldo tema delle morti bianche.

“Il lavoro è un diritto, ed è quindi strettamente legato al miglioramento della nostra vita – afferma Amahdar Abdelilah , segretario regionale dell’ Anolf Cisl e amico di Hamdi –  è impensabile poter collegare questa enorme opportunità alla possibilità di morire, è un’equazione che non esiste”. La riflessione iniziale, la “parte pubblica”, come è stata definita da Alessandro Piergentili, responsabile della Cgil Alta Umbria, ha visto anche l’intervento del sindaco Marco Locchi, che ha dichiarato: “Questa è una giornata importante, un evento di commemorazione da ripetere nel tempo per mantenere alta l’attenzione sul tema della morte sul lavoro. La soluzione al problema è nota: aziende, organizzazioni sindacali, istituzioni e lavoratori devono collaborare, in funzione delle norme finalizzate di arginare questo fenomeno”.

Dopo questa parte iniziale, l’incontro si è spostato presso la Residenza Balducci, dove lo scopo della riflessione si è incentrato sull’individuare le cause e condizioni che rendono possibile il verificarsi di incidenti sul lavoro, e discutere, insieme ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e ai delegati dell’RSU, su quali siano le azioni significative da intraprendere. Così, lo spiacevole evento, che l’anno scorso fu lutto cittadino, ha generato oggi un’importante occasione di riflessione, impostata su un concreto impegno a trovare soluzioni per questo tragico fenomeno che in Italia miete 3 vittime al giorno.

Solo nella dimensione in cui l’evento di oggi rappresenti uno dei passi che porta al miglioramento delle condizioni dei lavoratori, si potrà pensare che una morte, che doveva essere evitata, come quella di Hamdi, trovi il suo spazio in un contesto che tende verso la consapevolezza e responsabilità, condizioni necessarie perché la dignità e la vita stessa degli operai siano preservate.

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