Morte sub, istruttore Barbacci: non serviva decompressione, è altra ragione

L’istruttore Marco Barbacci, il sopravvissuto racconta la sua versione dei fatti di quanto è accaduto nella tragica domenica al largo delle Isole delle Formiche. Per l’istruttore: “Nessuna decompressione andava fatta”.

“Il profilo dell’immersione non era per niente pericoloso – lo dice Marco Barbacci in un intervista rilasciata al TGR Umbria – erano comunque considerate immersioni nel campo ricreativo, non c’era decompressione da fare, non venivano utilizzate miscele, solo aria e una mono bombola”.

C’è stato qualcos’altro – aggiunge – dobbiamo ancora capire tramite le indagini che sono ancora in corso. L’istruttore del Thalassa di Perugia ha poi raccontato al TG3 quanto è accaduto: “Io e un’altra persona avevamo fatto un profilo diverso, mi sono accorto che c’era un problema solo al momento della risalita, non abbiamo eseguito l’immersione insieme”.
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“I malcapitati – dice ancora – erano in un altro punto, quando sono risalito ho visto che c’era questa emergenza. Sono intervenuto per praticare il BLS (Basic Life Support), cioè le manovre per rendere in vita una persona che non respira e non ha battito cardiaco, quindi praticando massaggi cardiaci e respirazione a bocca a bocca. E’ stato questo il mio problema, l’abbiamo praticato per tanti minuti e io sono collassato per la fatica e privo di forze mi sono accasciato da una parte sull’imbarcazione.

[box type=”note” ]”Nella storia della subacquea – conclude Barbacci – non era successo che tre subacquei morissero tutte e tre insieme e in questo bisogna andare in fondo e capire cosa è successo”.[/box]

 

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