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Morte Luciano Radi, Castellani: “Scompare un protagonista” 

LUCIANOradiDC
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di Pierluigi Castellani
(umbriajournal.com) PERUGIA – La scomparsa di Luciano Radi segna, insieme all’inesorabile scorrere del tempo, la distanza tra la politica che fu e quella che ci consegna ora la quotidianità dei nostri accadimenti. Il tempo in cui Luciano Radi nacque alla politica ed in essa visse poi da autentico protagonista non consumava in pochi giorni, o in una semplice stagione , programmi, idee e partiti. Radi ha vissuto la politica dei passi  lunghi, la politica che cercava di riscattare un difficile presente  disegnando e progettando un auspicabile futuro. L’ Italia degli anni 50 e 60 cercava di riscattare il nostro paese dalle difficoltà del dopoguerra, ma insieme progettava il boom economico e coltivava e realizzava l’avvio impossibile dell’Europa, dando slancio e futuro alle generazione degli italiani che si affacciavano in anni  in cui nulla era scontato e tutto da raggiungere. Quelli erano anche gli anni in cui i cattolici diventavano protagonisti della politica del nostro paese, disegnando il nostro welfare e lo sviluppo della nostra economia,  ispirandosi alle grandi encicliche sociali della Chiesa. Con questi orizzonti e con questa cultura Luciano Radi è stato prima dirigente della DC poi parlamentare, sottosegretario e ministro. Veniva da quella grande fucina di intelligenze e di impegni che è stata la DC di Foligno e si è misurato a livello nazionale con l’impronta decisamente sociale ed innovativa  di Amintore Fanfani. Attitudine questa che era corroborata dal suo impegno nel territorio, nell’Umbria della grande trasformazione da regione mezzadrile in regione industrializzata. Da questa sua attitudine, che era prevalentemente disponibilità umana, sono nati anche i suoi saggi ed i suoi libri. Nell’uomo Radi non c’era solo l’economista che si nutriva di rigorosi studi statistici per la conoscenza  del reale, non solo  lo studioso  che amava leggere anche i fatti della contemporaneità con il distacco dello storico, ma anche l’uomo di cultura che amava il bello ed una scrittura di una levità compartecipe ed appassionata. Da questa sua multiforme capacità sono nati saggi storici e di economia sociale, ma anche pregevoli annotazioni sulla vita umbra, come “ Nati due volte”, un libro oggi tutto da rileggere.

Condusse le sue battaglie all’interno della DC con forza e coerenza, ma senza fare una escludente corazza della sua appartenenza ad una corrente che fu a lungo maggioritaria. Anche in queste sue battaglie Radi rimaneva uno studioso che non si ammantava della sua naturale signorilità per segnare un distacco ed una diversità. Un uomo del secolo scorso ? Forse, ma certamente un credente, che ha fatto della sua fede lievito ed intelligenza della sua azione sociale. Anche per questo ci piace oggi ricordare Luciano Radi, accompagnandolo  nella nostra memoria ad altri che sono stati protagonisti del nostro passato e sull’opera dei quali  si fonda quanto di meglio c’è oggi nell’Italia e nella politica del nuovo secolo in cui viviamo.

Pierluigi Castellani

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