Morte Giulio Moracci, il figlio Filippo: “Ora paghino”

“Ora scontino per quello che hanno fatto, una morte così non si augura a nessuno, soprattutto a mio padre che era una brava persona”. Lo ha detto al citofono della palazzina di via Andromeda Filippo Moracci, il figlio del novantunenne Giulio morto durante una rapina in casa sua. “Mia madre sta bene ed è stata già dimessa dall’ospedale. Qui i ladri non erano mai venuti – dice ancora Filippo – fortunatamente li hanno presi. Ora paghino”.

Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Terni sulla rapina in casa proseguono per individuare eventuali basisti dei tre romeni arrestati. Gli inquirenti non escludono che qualcuno possa aver dato loro indicazioni su dove colpire e perché abbiamo deciso di colpire proprio la casa dell’agricoltore.

I tre erano stati localizzati nella zona dai militari già nella mattinata di ieri a bordo di una Bmw nera con targa romena. A carico dei tre sono emerse diverse denunce per reati contro il patrimonio, in particolare furti compiuti sempre nel Lazio. I carabinieri ahanno sequestrato loro, oltre al bottino di poche migliaia di euro di oggetti e monili in oro portati via dalla casa di Moracci, anche bandane, cappellini, guanti di lana e da lavoro e un cacciavite.

A Terni intanto si è svolto anche il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato dal prefetto Gianfelice Bellesini. Un incontro che è servito anche a testimoniare il plauso ed il compiacimento delle istituzioni per l’immediata risposta investigativa che ha portato alla pronta individuazione ed all’arresto dei presunti autori del fatto da parte dei Carabinieri. Nell’occasione, il Comitato ha svolto un’ampia ed approfondita valutazione sulle condizioni della sicurezza pubblica in città e sulla loro evoluzione in relazione alle nuove strategie di prevenzione e contrasto della criminalità avviate negli ultimi mesi. Per quanto riguarda, in particolare, le rapine in abitazione, i dispositivi di controllo del territorio e di prevenzione anticrimine, ulteriormente sensibilizzati, sono stati ritenuti complessivamente adeguati alle esigenze del contesto, pur non consentendo ovviamente di poter escludere, in maniera assoluta, la consumazione di singoli e non prevedibili episodi.

Per tali motivi, l’attività di vigilanza da parte delle forze di polizia va affiancata e sostenuta da altre forme di prevenzione, volte da una parte alla preventiva individuazione dei soggetti dediti ad attività delittuose e, ove possibile, al loro allontanamento, dall’altra a rafforzare una rete diffusa di sicurezza solidale e integrata che incentivi la collaborazione fra le forze di polizia statali e locali, gli istituti di vigilanza, i servizi comunali, la cittadinanza attiva ed i singoli privati, con l’obiettivo di segnalare tempestivamente eventuali presenze o movimenti sospetti ma anche di diffondere – principalmente fra le fasce deboli di popolazione – utili norme di cautela e di comportamento finalizzate alla riduzione dei pericoli.

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