Montefalco, bombola di gas, parto d’urgenza per salvare il bimbo

Attività cardiologiche ambulatoriali, dal 20 gennaio trasferiti al Santa Maria
Ospedale Perugia

OSPEDALEsantaMARIAdellaMISERICORDIA(umbriajournal.com) PERUGIA – Una fuoriuscita di gas improvvisa, un’enorme fiammata e l’inferno che si scatena. Sono stati momenti terribili quelli vissuti ieri mattina in un’abitazione di Turrita di Montefalco, dove sono rimasti gravemente feriti un 33enne, sua moglie di 28 anni e suo padre di 58.

L’allarme è scattato intorno alle 8,30, dopo che vicini e parenti della famiglia, che vive nella casa bifamiliare al civico 17 di via Case sparse, hanno sentito il rumore di uno scoppio. Drammatica la scena che si è presentata ai soccorritori: padre e figlio, Ivo e Miro Proietti, avvolti dalle fiamme, così come la giovane moglie di quest’ultimo, Elisa Bizzarri, incinta di 7 mesi. Un’ambulanza del 118 li ha trasportati all’ospedale di Foligno, mentre i vigili del fuoco hanno spento l’incendio e messo in sicurezza i locali, che non hanno riportato danni strutturali.

Lo ha comunicato a Umbria Journal, l’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera, Mario Mariano.

I colleghi di Foligno che hanno effettuato l’intervento chirurgico per salvare il bambino, nato di 29 settimane di gestazione, avevano informato i colleghi di Perugia – da detto Mariano.

Al momento del suo arrivo sul posto – ha spiegato l’ufficio stampa – il medico di guardia, la dottoressa Cristiana Germini, e tutto il personale infermieristico del Reparto hanno concentrato la loro attenzione sul piccolo. La Direzione Medica ha provveduto ad informare anche il responsabile del servizio religioso, Padre Adriano, per prestare la sua opera di vicinanza e di preghiera ai familiari. Le condizioni del piccolo nato prematuro, come detto, sono stabili, ora è in incubatrice e dopo gli accertamenti necessari i medici riferiranno delle sue condizioni. La dottoressa Germini intono alle 14 definisce “stabili li” le sue condizioni, il piccolo viene aiutato a respirare grazie un ventilatore.

Per quanto riguarda il nome da dare al neonato, i medici sono prudenti, i nonni giunti al nosocomio perugino, hanno espresso il desiderio che venga chiamato Alessio, verosimilmente lo stesso nome che volevano dargli i genitori.

 

 

 

Le condizioni dei tre sono apparse subito gravissime, in particolar modo quelle della coppia. Al “San Giovanni Battista” i medici hanno deciso di far nascere in anticipo, con parto cesareo, il bambino. Il piccolo, di 28 settimane, è stato poi trasportato all’ospedale di Perugia, dove è stato ricoverato in terapia intensiva neonatale. La madre, invece, è stata trasferita in elicottero al centro grandi ustionati di Cesena: ha riportato ustioni su circa l’80% del corpo. Ancora peggiore la situazione del marito Miro, per il quale le ustioni avrebbero riguardato il 90% del corpo e che è stato trasportato a Pisa. Entrambi sono in prognosi riservata. Meno gravi, invece, le condizioni del padre di lui, Ivo, ricoverato al “Sant’Eugenio” di Roma.

La ricostruzione dei fatti è al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Foligno, guidati dal capitano Andrea Mattei, ed in particolare quelli della stazione di Montefalco. Dai primi accertamenti, si è appurato che le cause sono riconducibili ad un collegamento di una bombola di gas da cucina con l’impianto di erogazione alimentato da un bombolone esterno, probabilmente per la mancanza di un riduttore di pressione. Al momento di accendere un fornello, il gas della bombola è arrivato con una pressione superiore rispetto a quello del bombolone, provocando una grossa fiammata. La fuoriuscita di gas ha provocato danni soltanto ad una finestra, che è stata scardinata ed è caduta sul cortile dell’abitazione, mentre la casa non ha avuto danni strutturali, tanto che l’edificio è agibile, anche se dovranno essere effettuate alcune accortezze che alcuni parenti della famiglia avevano iniziato a compiere già ieri pomeriggio.

Vicini e familiari sono visibilmente sconvolti per l’accaduto. Oltre alla preoccupazione per lo stato dei tre c’è anche quella per il bambino, arrivato intorno alle 13 di ieri a Perugia con un’ambulanza della Croce bianca. Al momento del suo arrivo, il medico di guardia, la dottoressa Cristiana Germini, come informa in una nota l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia, e tutto il personale infermieristico del reparto, hanno concentrato la loro attenzione sul piccolo. La direzione medica ha provveduto ad informare anche il responsabile del servizio religioso, padre Adriano. Le condizioni del bimbo, che viene aiutato a respirare con un ventilatore, sarebbero comunque stabili. Per assistere il piccolo sono arrivati i nonni materni, che hanno espresso il desiderio che venga chiamato Alessio, come vorrebbero i suoi genitori.

 

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