Migliaia di ternani all’ultimo saluto di David, fiori, lacrime… [FOTO E VIDEO]

La città di Terni dà l’ultimo saluto a David Raggi, il ragazzo di 27 anni ucciso sgozzato, giovedì notte, in un locale di piazza dell’Olmo da Amine Aassoul, il marocchino ubriaco. E’ gremito il duomo. Fiori, lacrime e striscioni all’esterno: “Viaggerai sempre con noi”. In chiesa c’è silenzio, due maxi schermi sono stati posti sulle navate laterali per permettere a tutti di vedere e sentire. C’è posto solo fuori. Il feretro è arrivato seguito da un lungo applauso. Centinaia di persone in lacrime, i genitori di David piegati dal dolore.

La bara con le rose bianche è entrata in chiesa preceduta dai gonfaloni di Comune e Provincia e portata a spalla dai volontari del 118, mentre fuori dalla chiesa volano verso il cielo i palloncini bianchi. Anche la Regione Umbria ha voluto inviare dei fiori.

Migliaia di ternani sono presenti e c’è anche una comunità marocchina che in questi giorni ha manifestato vicinanza alla famiglia Raggi.

La vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, era presente nel pomeriggio di oggi a Terni ai funerali di David Raggi, in rappresentanza della Giunta regionale. La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha inviato dei fiori.

“In questo momento di profondo dolore per la comunità di Terni e per tutta l’Umbria – ha detto la vicepresidente Casciari – la Regione ha voluto essere vicina alla famiglia di David che, in modo dignitoso e con grande senso di civiltà, ha trovato la forza di non aggiungere ulteriore violenza ad un fatto così efferato”.

Il vescovo padre Piemontese ha detto “La comunità sappia trarre insegnamento e speranza da questo momento.”

L’extracomunitario 29enne era stato colpito da un decreto di espulsione ed era tornato in Italia con tanto di richiesta di asilo politico. Amine Aassoul, marocchino che ora si trova nel carcere di Sabbione.

“La costernazione e il dolore per la morte di David, che ha colpito la famiglia Raggi, gli amici, la città di Terni in questo momento si trasforma in preghiera. Il nonsenso della morte, specie di una morte tragica, trova per i credenti un conforto che viene dall’Alto e ragioni di speranza in questa celebrazione. Sono le parole dell’omelia del vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese. Fin dal momento della morte di David tutti noi abbiamo manifestato con gesti e con parole non solo il dolore, l’affetto e la vicinanza alla Famiglia Raggi, ma anche indignazione, rabbia, commenti, proteste, accuse, auspici, nei confronti di chi, direttamente o indirettamente c’entra con questa sciagura. Grazie alla famiglia Raggi per la testimonianza di compostezza civile e l’esempio di fede e di cristiana accettazione della volontà di Dio. In questa chiesa cattedrale, inginocchiati davanti all’altare del Signore, radunati in un abbraccio affettuoso attorno a David e alla sua famiglia, indugiamo sui nostri interrogativi di fronte al mistero della vita e della morte, in attesa di una risposta di conforto, che sarà sempre avvolta nel mistero. Diciamo innanzitutto che siamo qui per rinnovare con la Messa la passione, la morte e la risurrezione di Gesù e nel mistero di Gesù Cristo morto e risorto, è avvolto David tutti noi. Il messaggio e il conforto di Dio per noi in questo momento è la sua Parola proclamata.
(Prima lettura, Genesi 4, 1-16)
La storia di due fratelli, Caino e Abele. Entrambi sono dono di Dio, entrambi da Lui amati, entrambi destinatari del compito di creare la convivenza umana nella fratellanza e nel custodire e curare la terra.
Il racconto dell’omicidio è espresso in poche parole, neppure un versetto. L’interesse del racconto
non è sull’omicidio in se ma su ciò che lo precede e su quello che segue.
Innanzitutto sulle cause: la soppressione dell’altro nasce dal fatto che non viene accolta la
diversità dell’altro. Caino, frustrato, non accetta Abele gratificato. L’omicidio nasce dall’uomo che
accetta solo se stesso e altri uomini come se stesso.
Poi le conseguenze: Caino rifiuta di avere un fratello e di essere fratello. Caino ha cancellato il fratello dalla realtà della sua mente (“sono forse il custode di mio fratello?”).
L’omicidio è visto come cancellazione totale dell’altro dal proprio mondo. Caino, cancellando
Abele, cancella anche se stesso, cancella il suo essere fratello. E la terra profanata dal sangue sparso, produrrà la sua ribellione: “essa non ti darà più i suoi prodotti”.
Alla ricerca di colpevoli e delle cause di tante violenze, puntiamo il dito fuori da noi, dimentichiamo la solidarietà della fraternità umana, nel bene e nel male. Dimentichiamo il valore inestimabile della vita umana, di qualunque età, colore, etnia, censo sia.
La globalizzazione della ragione, oscurata e spesso leggera nel rispetto della vita umana, ci porta a vivere con superficialità, salvo poi a sentirci colpiti nella carne viva quando le persone che amiamo vengono meno in maniera repentina e sotto i nostri occhi. E la rabbia esplode, e puntiamo il dito verso chi non ha impedito, non ha creato il “cordone sanitario” della tutela e della sicurezza, ecc. ecc. “Sono forse io il custode di mio fratello?”. Sì, siamo noi i custodi della vita umana, dei tanti Abele che sono sulla terra. E ciascuno, cominciando da se stesso, può alimentare scelte e sentimenti di rispetto, di legalità, di vita sobria, di equilibrio nell’uso dei beni per prevenire lo stordimento della ragione che porta inevitabilmente a risentimenti, ritorsioni e contro violenza che prima covano nel cuore e poi finiscono per alimentare la saturazione del clima rissoso.
David era un giovane generoso, amante della vita, che con la sua testimonianza, insieme a tanti giovani, contribuiva a purificare l’aria della nostra città dai virus che favoriscono violenza, insicurezza, intolleranza, razzismo.
Caino, nonostante fosse l’assassino di suo fratello, fu protetto da Dio con un segno di riconoscimento e incoraggiato verso una storia riconciliata. A nessuno è lecito colpire Caino.
(Vangelo)
Ragioni per spiegare la morte non ci sono. Il Vangelo presenta Gesù, figlio di Dio, solidale con ogni uomo, che prende su di sé l’eredità umana della morte, non quale ultima parola, ma per sconfiggere la morte, che diventa solo un passaggio verso la risurrezione.
E nel momento supremo, prima di consegnare lo spirito, alla Madre Maria impietrita dal dolore, ai piedi della croce, Gesù affida la missione di accogliere Giovanni come figlio. E’ l’umanità che è affidata a Maria e che accetta Maria come Madre.
Una fraternità, una nuova famiglia che continua nel segno di un amore senza limiti, insieme a Gesù Cristo. E nella famiglia si cresce realmente solo se c’è amore.
In questa città di Terni, la testimonianza dell’amore nel suo significato più ampio e profondo non può essere confinato all’esperienza di san Valentino, ma va alimentata, pregata, cercata nella esperienza quotidiana della vita privata e nella convivenza civile e sociale San Massimiliano Kolbe, nel campo di concentramento di Auschwitz, mentre chiede di scambiare la sua vita al posto di quella di un padre di famiglia, scelto per morire di fame, afferma: “Solo l’amore crea, l’odio distrugge”.
Cari giovani e tutti qui riuniti, il ricordo di David ci rattrista, ma è anche motivo di speranza e di incoraggiamento a metterci al servizio dell’amore creativo: nella cura di chi è nel bisogno, nel rispetto della legalità, nella condivisione di saperi e di cultura, nell’impegno civile e sociale. E anche nella riscoperta della fede in Gesù Cristo, Dio fatto uomo e fratello di ogni uomo, morto e risorto perché ognuno abbia la vita piena e vera. La Messa che celebriamo esprime la certezza della vittoria del bene sul male e della vita sulla morte. Amen!

Gesto toccante, alla fine della messa funebre per David Raggi, nel duomo di Terni: il fratello del giovane ucciso, Diego (che indossava una maglietta bianca con la scritta “Ciao David”), ha consegnato un mazzo di fiori ad alcuni immigrati. Poi, rivolgendosi alla gente che gremiva la chiesa, ha chiesto: “Adesso ditemi, quanto odio razziale c’è ancora nei vostri cuori?”.

All’uscita dalla chiesa, la bara di David è stata accolta dall’applauso della piazza piena di gente e da un lancio di palloncini colorati accompagnato da un sottofondo musicale. La famiglia Raggi, sin dalle prime ore dopo l’uccisione del loro congiunto, ha sempre tenuto un atteggiamento di grande dignità, chiedendo di evitare reazioni scomposte e violente e di non alimentare la catena dell’odio.

Nel giorno del funerale, la deputata di Scelta Civica Adriana Galgano ha voluto esprimere il suo cordoglio e la sua personale vicinanza ai genitori di David Raggi. “Vorrei, inoltre, ringraziare la famiglia per l’alto esempio che sta dando – ha detto – nel chiedere giustizia e non vendetta, richiesta che erige una barriera di civiltà contro la deriva razzista che stava montando sul web”. La parlamentare ha, quindi, ricordato la proposta lanciata da Scelta Civica rispetto al fenomeno dell’immigrazione. “Chiunque entra nel territorio nazionale deve essere identificato con le impronte digitali – ha ribadito Galgano – Non dobbiamo chiudere a priori le frontiere, negare l’accoglienza o rinnegare la solidarietà, piuttosto dobbiamo avere certezza dell’identità di chi circola sul territorio nazionale e impedire che possano rientrarvi persone già espulse o che, comunque, hanno già commesso reati che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini”.

“Che cosa ho sbagliato, ho perso un amico, da qualche parte in questa amarezza. E sarei stato in piedi con te tutta la notte se solo avessi saputo come salvare una vita”: dice così, in un suo passaggio, “How to Save a Life”, il brano del gruppo rock statunitense The Fray le cui note, all’uscita della bara di David Raggi hanno accompagnato il volo di centinaia di palloncini colorati.

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