Meredith: Sollecito, adesso non chiamatemi più assassino

“Mi sento come un sequestrato che dopo 7 anni e 5 mesi e’ tornato al libertà. Lo ha detto in conferenza stampa Raffaele Sollecito, nei giorni scorsi assolto insieme ad Amanda Knox, con sentenza definitiva della Corte di Cassazione, per l’omicidio di Meredith Kercher. “Per tutto questo tempo – ha aggiunto – sono stato considerato un assassino senza uno straccio di prova”.
Augurando ad Amanda ogni bene ha ribadito “che quella tra noi era solo una storia di affetto tra ragazzi”.

“Mi dispiace che la famiglia di Meredith sia delusa da questa sentenza, ma mai come in questo caso rappresenta la verità dei fatti, Non ho nulla a che fare con questo delitto, conoscevo Meredith in modo blando e non avevo motivi di astio nei suoi confronti per rendermi partecipe di questo orrendo delitto”, ha detto ancora.

“Nelle prossime settimane valuteremo eventuali istanze relative all’ingiusta detenzione”. Lo ha detto uno dei legali di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno, spiegando che eventuali azioni di “risarcimento e responsabilita’ civile non saranno alimentati da sentimenti di vendetta che non sono presenti nell’animo di Sollecito”.

Quanto alla responsabilita’ civile dei magistrati inquirenti, “quello della responsabilita’ civile dei magistrati e’ un istituto serio che non va esercitato con spirito di vendetta – ha aggiunto il legale – e allo stato non ci sono iniziative di questo genere”.

Raffaele Sollecito ha poi ringraziato i giudici che hanno creduto in in lui “perche’ mi hanno restituito la dignita’, ma la mia anima rimarra’ marchiata a vita e questa ferita non si rimarginera’ mai perche’ troppo profonda nel mio cuore. La mia famiglia e la mia vita sono state fatte a pezzi da accuse inventate, anche se i fatti erano chiarissimi sin da pochi mesi dopo il mio arresto, ha aggiunto Sollecito, sottolineando: “anche se il sistema alla fine ha funzionato, 7 anni e 5 mesi per un esito che si conosceva da anni sono troppi. Un tempo infinito quando si soffre e si vive in una tragedia infernale”.

“Rudy Guede non lo conosco affatto e quindi non ho nulla da dire su di lui”. “C’e’ una persona che sa come sono andate le cose, perche’ il delitto e’ avvenuto per mano di Rudy Guede che e’ stato condannato con una pena bassissima. E’ giusto che faccia sapere cosa e’ successo, lo deve soprattutto alla famiglia di Meredith”.

Lo ha detto l’avvocato Luca Maori che, insieme alla collega Giulia Bongiorno, ha difeso Raffaele Sollecito fino all’assoluzione definitiva sancita dalla Corte di Cassazione.

“Dopo questa conferenza stampa non parlerò piu’ del processo, ora voglio solo tornare a vivere, forse un giorno scrivero’ un libro o forse no. Per me e’ l’inizio di una nuova vita e il ritorno alla normale esistenza, ai miei affetti e ai miei progetti, senza il fardello che mi impediva sogni, speranze e futuro”, ha aggiunto Sollecito.

“Ringrazio in particolare mio padre e i miei avvocati che hanno lavorato tantissimo e tutti coloro che mi hanno aiutato in questi anni, senza i quali non avrei avuto la forza di andare avanti”.

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