Medaglia al valore miliare, comunità nocerina in ricordo di Fulvio Sbarretti

Settanta anni fa moriva Fulvio Sbarretti, carabiniere medaglia d’oro al valore militare. Settanta anni dopo la comunità nocerina si è ritrovata a Bagnara, la frazione d’origine di Sbarretti, per commemorarlo. Una giornata particolare e speciale, complice un’altra ricorrenza: i 200 anni dalla fondazione dell’arma dei carabinieri.

Sbarretti nasce a Nocera il 22 settembre 1922 e nel 1944 era a Fiesole, nella stazione retta dal brigadiere Giuseppe Amico. Partecipava al fronte della Resistenza e pochi giorni prima della liberazione, «mentre si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, venne informato che il comando tedesco aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al comando entro poche ore. Consapevole della sorte che lo attendeva – come recita la motivazione della medaglia d’oro – serenamente e senza titubanze si presentò, affrontando con stoicismo il plotone d’esecuzione insieme a La Rocca e Marandola al grido di “Viva l’Italia”».

A ricordare Sbarretti il viceprefetto vicario Tiziana Tombesi, il sottosegretario agli Interni Giampiero Bocci, il generale Roberto Boccaccio, comandante della legione dei carabinieri dell’Umbria, il colonnello Angelo Cuneo, comandante provinciale, il capitano Pier Giuseppe Zago, comandante della compagnia di Gubbio, il maresciallo di Nocera Massimo Massaccesi, oltre ad altre autorità militari. Per la Provincia l’assessore Piero Mignini, oltre a Nando Mismetti, sindaco di Foligno, Danilo Cosimetti di Valtopina, Moreno Landrini di Spello e Fabio Pasquarelli a rappresentare Gualdo Tadino.

La giornata si è aperta con un saluto privato delle autorità e del fratello di Fulvio, Pasquale, alla tomba del carabiniere. Poi ci si è spostati a Bagnara. Qui, dopo l’Alza Bandiera e la deposizione di una corona commemorativa, il generale Boccaccio ha omaggiato Pasquale Sbarretti di un particolare riconoscimento. Nella chiesa di Sant’Egidio di Bagnara è stata celebrata la messa dal cappellano dell’Arma.

«Sono orgoglioso di essere qui a rappresentare la città in questo momento – ha detto il sindaco di Nocera Umbra, Giovanni Bontempi – il nostro concittadino è stato un eroe. Ha compiuto il gesto più grande e più difficile, sacrificando la propria vita». «A carabinieri come Sbarretti dobbiamo la nostra democrazia», ha detto il sottosegretario Bocci. «L’Arma è il lavoro di tanti che stanno vicino alla gente – ha proseguito – una divisa che si porta dietro tante storie come questa. L’Arma rappresenta per l’Italia una grande storia con cui costruire un grande futuro».

Il generale Boccaccio ha ricordato invece le tre medaglie d’oro nocerine: Renzini, Braccini e Sbarretti. «Un fatto che comporta una duplice responsabilità: portare con fierezza il testimone e tramandare. Ogni giorno dobbiamo ricordarci che abbiamo una missione, essere vicini alla gente perché i cittadini si affidano ai carabinieri. Esprimo inoltre la mia gratitudine a Nocera e alla comunità bagnarese per quanto fatto negli anni e per questo ringrazio il signor Perticoni e la comunanza agraria». La cerimonia si è chiusa con la proiezione di un documentario realizzato dall’arma e dall’intervento di Giovanni Scifoni, l’attore che ha interpretato Sbarretti nella fiction Rai “I martiri di Fiesole”. «Sbarretti si è trovato a scegliere tra due beni: unirsi ai partigiani o salvare i civili e ha seguito la coscienza», ha detto Scifoni.

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