Marocchino armato di coltello minaccia giovane che accompagnava bimbo

E' successo a Ponte San Giovanni di Perugia, è stato arrestato

Marocchino armato di coltello minaccia giovane che accompagnava bimbo

Marocchino armato di coltello minaccia giovane che accompagnava bimbo

PONTE SAN GIOVANNI – Un fisioterapista, che lavora nella zona di via della Scuola a Ponte San Giovanni di Perugia, sarebbe stato insultato e minacciato con un coltello da un marocchino ubriaco. Il fatto, che si è verificato ieri pomeriggio (30 novembre 2017) mentre il professionista stava accompagnano un bambino di 8 anni all’auto dello zio, è avvenuto davanti agli occhi del piccolo paziente. Il bimbo, stando a quando si è riuscito a sapere, era stato sottoposto ad una seduta di fisioterapia nello studio del professionista. Al termine della terapia, non volendo far uscire da solo il piccolo, il terapista ha scelto di accompagnarlo alla vettura che lo stava aspettando, ma non l’avrebbe trovata nel parcheggio concordato.

E’ nei pressi di un bar che il giovane professionista sarebbe stato avvicinato e riempito di insulti e minacce dal magrebino in preda ai fumi dell’alcol. I due si sarebbero rifugiati all’interno del locale per proteggersi dallo scalmanato straniero. Ma a nulla è servito, il marocchino li ha seguiti continuando con invettive e minacce, sempre a mano armata. Per quanto se ne sa a disarmare il marocchino sarebbe stato un avventore del bar dove i due si erano rifugiati.

E chi ha visto dice che il marocchino abbia cercato anche di strappare dalle mani del giovane la piccola creatura. Non si sarebbe però trattato di un tentativo di rapimento, ma, forse nella sua testa stordita dall’alcol, lo straniero pensava di “liberare” il piccolo da quello che lui “non conosceva“. Sono stati, insomma, attimi di vero e proprio panico.

Arrestato

Sul posto si è fiondata la Polizia di Perugia. L’aggressore è stato arrestato con l’accusa di minacce gravi, violenza privata e porto di oggetti atti ad offendere (il coltello da cucina ndr). Questa mattina il nordafricano è stato processato con il rito direttissimo, ma mancando la flagranza, è stato rimesso in libertà.

Per quando se ne sa l’africano era particolarmente aggressivo, ma voci dicono che conoscesse anche il padre. Fatto sta che gli insulti e le minacce al terapista della riabilitazione, sono avvenuta davanti al bambino.

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