Mafia, provvedimento interdittivo per Gesenu Perugia

Mafia, provvedimento interdittivo per Gesenu Perugia

Mafia, provvedimento interdittivo per Gesenu Perugia
Un provvedimento interdittivo sulla base della normativa antimafia, firmato dal prefetto di Perugia Antonella De Miro, è stato notificato alla Gesenu, società specializzata nella gestione dei servizi per la nettezza urbana.

La prima vera interdittiva antimafia che viene firmata in Umbria, per di più nei confronti di un’azienda storica di Perugia come la Gesenu. Un’azienda che significa anche partecipazione pubblica attraverso la quota del 40% del comune di Perugia.

Il provvedimento, notificato lunedì 26 ottobre 2015. Tutto nasce nel mese di maggio quando la prefettura di Catania emette un provvedimento antimafia interdittivo a carico di un consorzio (Simco con sede a Motta S. Anastasia) costituito da 4 società, fra cui Gesenu spa. All’interno di Simco si evidenziava la presenza della società Oikos spa già qualche mese prima raggiunta da interdittiva antimafia emessa dalla stessa Prefettura di Catania per rapporti con società ritenute vicine ad ambienti criminali mafiosi. Ma la cosa più preoccupante è che Gesenu avrebbe assunto numerosi dipendenti a Catania gravati da reati di stampo mafioso, comunque pregiudicati.

Altra vicenda inquietante sarebbe quella che vede Gesenu coinvolta in una società con sede a Messina (Tirrenoambiente) protagonista quest’ultima di delitti maturati in contesti di criminalità. Episodi sicuramente allarmanti che probabilmente saranno oggetto anche di attività investigativa da parte dei magistrati penali. Una situazione che mette in luce un quadro poco rassicurante, per non dire assai preoccupante, vista la vicinanza con alcune realtà siciliane assai pericolose.

Quanto notificato dalla prefettura potrà avere riflessi sulla gestione degli appalti da parte del gruppo perugino. Non è escluso che il procedimento possa sfociare in un commissariamento della società. L’istruttoria era stata avviata nei mesi scorsi dal prefetto De Miro dopo una comunicazione della prefettura di Catania. Del provvedimento sono stati avvisati anche i vertici di Comune e Regione.

Mafia

“L’interdittiva prefettizia antimafia alla Gesenu, società di notevole rilevanza per la gestione dei rifiuti nella nostra regione, è un fatto gravissimo che merita attenzione, a cominciare dalle istituzioni – ha affermato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. E’ noto, infatti, quale sia il ruolo di Gesenu nella sua titolarità di molti contratti di servizio in essere nella nostra regione, non solo per ciò che riguarda tutto il sistema di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle città, ma anche per l’attività di gestione in capo a questa società degli impianti di trattamento dei rifiuti”.

Per queste ragioni già nel corso della mattinata c’è stato un incontro a Palazzo Donini, a Perugia, tra la Presidente della Regione, Catiuscia Marini, ed il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, cui ha partecipato anche il vicesindaco Urbano Barelli.

“Come rappresentanti delle istituzioni – ha affermato la presidente Marini – abbiamo voluto avviare da subito una attenta riflessione sui provvedimenti adottati dal Prefetto di Perugia, Antonella De Miro, soprattutto al fine di individuare ogni azione possibile per tutela la centralità e funzionalità del servizio di raccolta dei rifiuti, di pulizia delle città e di gestione dello smaltimento degli stessi secondo quanto previsto dal nuovo Piano regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con particolare attenzione alle problematiche amministrative conseguenti all’interdittiva”.

A questo incontro ne seguirà a breve un altro con i rappresentanti degli altri comuni e enti che hanno  contratti di servizio con la Gesenu. “La Regione Umbria – ha proseguito la presidente Marini – si è attivata da tempo, anche con il nuovo Piano regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per segnare un netto spartiacque indirizzandosi sempre di più verso la raccolta differenziata. Ed è già importante e significativo che nel suo insieme l’Umbria sfiori ad oggi il 50 per cento di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti, così come ci indicano gli obiettivi dell’Unione Europea.

Se anche il territorio della Provincia di Terni e l’area del folignate-spoletino si impegneranno per incrementare il più possibile la raccolta differenziata, la nostra regione non solo avrà raggiunto e superato il valore del 50 per cento, ma si caratterizzerà quale una delle regioni con il più alto tasso di raccolta differenziata.

Occorre, insomma – ha concluso la presidente -, una forte e decisa discontinuità che perseguiremo con determinazione”.

L’Amministrazione comunale segue con attenzione l’evolversi della situazione che vede coinvolta Gesenu, alla quale è stata notificata una misura interdittiva da parte della Prefettura. L’avvio di tale procedura nasce da rapporti imprenditoriali che l’azienda avrebbe avuto nel tempo in Sicilia, e rispetto ai quali, tra l’altro, ha manifestato nell’ultimo anno la propria volontà di concludere.

L’attuale Amministrazione è la prima interessata a fare chiarezza anche su eventuali responsabilità di scelte avvenute in passato che non si sono condivise allora, né oggi.

L’obiettivo di questa Amministrazione è garantire il regolare svolgimento dei servizi pubblici, se possibile migliorandoli, e difendere la storia industriale ed i livelli occupazionali dell’azienda. E’ per questo che il Comune è pronto a mettere in campo ogni azione che, da un lato, sia di garanzia per i cittadini e, dall’altro, possa favorire il chiarimento della situazione stessa.

Sull’argomento  si è tenuto a Palazzo Donini un incontro tra la Presidente della Regione, Catiuscia Marini,  il sindaco Andrea Romizi e il vicesindaco Urbano Barelli.

 

“La nostra attenzione è massima in merito alle vicissitudini  che coinvolgono Gesenu ed in particolare al provvedimento straordinario emesso dalla Prefettura, che non ha precedenti nella città di Perugia. A riguardo va comunque precisato che  i fatti contestati sembrerebbero riguardare gli appalti siciliani”. E’ quanto afferma il sindaco Andrea Romizi che per seguire direttamente gli sviluppi ha annullato la sua presenza all’assemblea nazionale Anci di Torino.

“Sin dal nostro insediamento – continua Romizi – abbiamo preteso che fossero garantite, ad ogni livello, trasparenza e legalità. Nella medesima direzione è da ascrivere il Protocollo d’intesa sottoscritto nel luglio scorso da Comune e Prefettura per prevenire i tentativi di infiltrazione criminale. Con lo stesso spirito all’interno di Gesenu, a mezzo degli amministratori di nomina pubblica, sono state attivate istruttorie volte alla verifica delle gestioni pregresse dell’azienda. In questo frangente l’Amministrazione comunale – conclude Romizi – sta lavorando al fine di chiarire ogni singolo aspetto della vicenda,  a tutela della città e del patrimonio sociale”.

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