Luigi Chiatti è uscito, andrà in una residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza a Cagliari

Luigi Chiatti, il geometra folignate noto con lo pseudonimo di "Mostro di Foligno" è uscito dal carcere. L'assassino di Simone Allegretti

Luigi Chiatti è uscito, andrà in una residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza a Cagliari

Luigi Chiatti, il geometra folignate noto con lo pseudonimo di “Mostro di Foligno” è uscito dal carcere. L’assassino di Simone Allegretti e Lorenzo Paloucci, andrà in una residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza di Cagliari.

Chiatti ha quindi terminato di scontare la condanna a 30 anni di reclusione che gli è stata inflitta dalla Corte d’assise d’appello di Perugia (poi diventata definitiva) per gli omicidi di Lorenzo Paolucci e Simone Allegretti. Con la sentenza è stata però riconosciuta la seminfermità mentale e la sua pericolosità sociale (confermata a luglio dal tribunale di sorveglianza di Firenze). Di qui la misura di sicurezza che prevede il ricovero in un opg o una Rems per almeno tre anni. Misura comunque rinnovabile. Al termine di questo primo periodo infatti la pericolosità sociale di Chiatti dovrà essere infatti valutata nuovamente.

Luigi Chiatti arriverà in Sardegna domani mattina (e non nel pomeriggio, come si era appreso in un primo momento), trascorrerà i prossimi tre anni nella Residenza inaugurata lo scorso 23 luglio a Capoterra, a pochi chilometri da Cagliari. Questa mattina ha lasciato il carcere di Prato della Dogaia. La destinazione, secondo quanto si apprende, è stata individuata ieri sera dopo che era stato scartato il ricovero di Chiatti nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino.

La nuovissima struttura dispone di un massimo di 16 posti letto, due dei quali riservati alle donne. E’ stata creata come una comunità con stanze singole o in comune, spazi per guardare
la televisione e un cortile. Garantita la massima sicurezza. La Rems di Capoterra è dotata di vetri blindati antisfondamento e antiproiettile e recinzione anti scavalcamento. Il servizio di vigilanza è garantito dalla presenza di guardie giurate. Il personale al lavoro è composto da uno psichiatra a tempo pieno e tre che invece lavorano anche con il Dipartimento di salute mentale della Asl 6. In servizio anche uno psicologo, un tecnico della riabilitazione, dieci infermieri, cinque operatori socio sanitari, un amministrativo e un assistente sociale.

«Le famiglie Allegretti e Paolucci che io rappresento – spiega l’avvocato dei familiari delle vittime, Giovanni Picuti – sono molto preoccupate in ordine alla criticità delle REMS. Strutture che dovrebbero controllarlo e curarlo e io sono scettico che Cahiatti possa redimersi e curarsi, lo Stato – aggiunge – ha la responsabilità di garantire la custodia di individui socialmente pericolosi. Non avevamo creduto a suo tempo nemmeno alla seminfermità di Chiatti. Noi riteniamo che Luigi Chiatti sia un serial killer e per tanto deve essere vigilato e controllato». Secondo il legale la prognosi di pericolosità sociale potrebbe “durare a vita”. Assistenza sanitaria a parte, secondo Picuti sarebbe stato opportuno che il legislatore avesse seguito la procedura opposta e cioè una corretta assistenza, ma all’interno del carcere.

I FATTI

Nel pomeriggio del 4 ottobre 1992, una domenica, il piccolo Simone Allegretti (4 anni) scomparve nella campagna fra Foligno e Bevagna; il suo corpo senza vita venne ritrovato due giorni dopo lungo una scarpata, non molto lontano da dove era scomparso. Poco prima del ritrovamento del cadavere, in una cabina telefonica del pieno centro di Foligno venne trovato un biglietto che rivendicava l’omicidio e forniva dettagli precisi su dove si trovasse il corpo e sull’abbigliamento della vittima. Il biglietto inoltre asseriva la volontà dell’omicida di colpire ancora.

La questura di Perugia attivò un numero verde e sull’assassino venne emessa una taglia. Il 13 ottobre un uomo chiamò quello stesso numero più volte identificandosi come il Mostro di Foligno. Grazie a queste telefonate la sua utenza venne rintracciata, portando all’identificazione di Stefano Spilotros, un giovane agente immobiliare lombardo. A fronte di alcune incongruenze e testimonianze di amici e parenti dello Spilotros, che affermavano che quella domenica il giovane si trovava con loro a Rodano, in provincia di Milano, venne disposta un’ulteriore autopsia sul corpo della vittima, che escluse la colpevolezza dello Spilotros[2], rivelatosi poi solo un mitomane.

Il forte clima di isteria creatosi attorno alla vicenda creò altre situazioni analoghe; un giovane operaio della provincia di Macerata si impiccò lasciando un biglietto con scritto “Sono io il mostro, perdonatemi”.

Il 7 agosto 1993 il vero mostro tornò a colpire: il cadavere del tredicenne Lorenzo Paolucci venne ritrovato poco dopo il delitto e a poche decine di metri dalla villetta abitata da Luigi Chiatti, ventiquattrenne geometra figlio di un noto medico di Foligno. Le tracce portavano dritte alla villetta, dove Luigi Chiatti venne catturato. Il giovane confessò quasi subito l’omicidio, attribuendosi anche quello di Simone Allegretti.

Luigi Chiatti è uscito

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