Luigi Chiatti è arrivato in Sardegna, ma potrebbe approdare in Toscana

Seicento euro al giorno per "mantenere" Luigi Chiatti in Sardegna
Luigi Chiatti

Luigi Chiatti è arrivato alla Rems di Cagliari
Luigi Chiatti, il cosiddetto Mostro di Foligno, è arrivato nella Residenza per l’esecuzione misure di sicurezza (Rems) di Capoterra a Cagliari . Scortato da un’auto della Polizia penitenziaria è giunto a bordo di un furgone. Ha varcato i cancelli della struttura alle 11:20. Fuori non c’era nessuno a protestate o a manifestare contro il trasferimento dell’uomo in Sardegna. Ad attendere Chiatti il personale sanitario.

Chiatti ha 47 anni ed ha lasciato il carcere di Prato dove ha finito di scontare la condanna a 30 anni per gli omicidi di Lorenzo Paolucci e Simone Allegretti. Venne arrestato nell’agosto 1993 subito dopo avere ucciso Paolucci, di 13 anni, a Casale, una piccola frazione della montagna di Foligno. Un anno prima, nell’ottobre 1992, uccise anche Allegretti, di 4 anni.

“Chiatti tornerà in Toscana appena sarà pronta la Rems della sua regione”. Lo ha detto il sindaco di Capoterra Francesco Dessi. Ho parlato con la Asl – ha spiegato il primo cittadino – e mi hanno assicurato che quando sarà pronta la struttura in Toscana Chiatti sarà nuovamente trasferito. Dovrebbe rimanere in Sardegna circa due mesi. Questo ci rassicura ma io mi lamento del fatto che non siamo stati informati del suo arrivo. Lo hanno inviato in Sardegna perché la Rems in Toscana non é ancora pronta, appena lo sarà lascerà Capoterra. Ricordo – rileva il sindaco – che queste residenze sono state create per ospitare pazienti appartenenti al territorio”.

Al lavoro ci sono quattro psichiatri di cui uno a tempo pieno, uno psicologo, un tecnico della riabilitazione, dieci infermieri, cinque operatori socio sanitari, un amministrativo e un assistente sociale. La struttura sanitaria, dotata di sistemi di sicurezza come vetri blindati, recinti anti scavalcamento, e di un servizio di vigilanza garantito da guardie giurate, nasce per accogliere i pazienti affetti da patologie psichiche e responsabili di reati, per i quali la magistratura ha disposto una misura di sicurezza di tipo detentivo.

Accanto al personale medico e dei dipendenti, per particolari progetti riabilitativi, è prevista la partecipazione di personale esterno. I progetti riguardano la musico terapia, calcio a cinque, arte-terapia, laboratorio multimediale, giardinaggio e altre attività manuali.

La Rems è strutturata come una comunità con luoghi comuni per i pazienti – 16 i posti letto complessivi – con aree per vedere la televisione e cortile interno. Nessun commento ufficiale da parte del personale sanitario, qualcuno già ieri si era lasciato sfuggire “per noi è un paziente“.

“Il ministro della Giustizia Orlando intervenga sulla vicenda di Luigi Chiatti. Una struttura dalla vigilanza più attenuata rispetto al carcere che, peraltro, a fine anno dovrebbe essere ulteriormente ridotta, se non addirittura eliminata. Bisogna assolutamente evitare il rischio che, di fatto, Chiatti torni libero in pochi mesi”: lo chiede il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina, annunciando la presentazione di una interrogazione parlamentare urgente al ministro della Giustizia.

“Un uomo che si è macchiato di crimini atroci, che non ha mostrato alcun segno di pentimento, che rifiuta le cure e che finanche chiese di non essere liberato perché avrebbe potuto uccidere ancora – ha osservato Messina – dovrebbe rimanere sempre in carcere o quantomeno in strutture sorvegliate rigidamente.

La sua parziale liberazione è il risultato pasticciato di una drammatica combinazione tra previsioni legislative e il contestuale ed ancora incompleto superamento degli opg, con ciò non eliminando il pericolo di una recidiva. Siamo in presenza di un rischio altissimo per la società e l’incolumità dei cittadini. Bisogna intervenire, e subito”.

Luigi Chiatti 

2 Commenti su Luigi Chiatti è arrivato in Sardegna, ma potrebbe approdare in Toscana

  1. Chiatti è stato definito un “soggetto socialmente pericoloso” , un killer, un pazzo assassino, e sta ancora pagando la sua pena , ma non si parla quasi mai della pericolosità di certa gente, in parte scarcerata che ha massacrato giudici, politici, famiglie intere, o tanta, di quella gente che cammina a piede libero e tutta tranquillità per le strade , tutti i giorni, sotto la parvenza di bravi normali cittadini che vanno al lavoro o ai loro impegni , gente che troviamo dentro le istituzioni pubbliche, nella Chiesa, nella politica, nell’amministrazione, nelle Questure , negli ospedali o dentro le nostre famiglie, dentro le case.
    Chiatti ricorda un poco la storia di Jurgen Bartsch, che a soli 16 anni uccise 4 bambini e si consegnò alla polizia. Si lasciò sottoporre alla castrazione e vi morì per una intossicazione letale di anestetico . Aveva appena trent’ anni , e alle spalle una storia personale simile a quella di Chiatti , fatta di abbandoni, continui abusi sessuali e psicologici, ( a 7 anni quando i genitori andavano a lavorare veniva lasciato solo chiuso nello scantinato di casa con le finestre a sbarra) violenze da parte della famiglia adottiva( la madre aveva una macelleria e molti problemi psichici ). Storie di infanzia rubata, violata, danneggiata per sempre. Storie che pochi o quasi nessuno conosce , perché è più facile puntare il dito e trincerarsi dietro la chiusura del pregiudizio e dell’ignoranza e dell’ipocrisia o chiudere gli occhi per non vedere che magari quelle storie in parte le ritroviamo anche nelle nostre.
    Per non chiedersi “ perché questi ragazzi , una volta bambini violati , ora criminali, non sono stati aiutati e ascoltati? Perché i servizi preposti non sono intervenuti in loro tutela?” domande che ci si pone ancora adesso nel 2015, davanti al ripetersi delle stesse dinamiche di tante situazioni : gli infanticidi a opera di madri disturbate , gli omicidi familiari collettivi come il caso Scazzi, i padri pedofili che vendono i loro figli , i continui abusi e violenze taciute e nascoste che si consumano dentro le famiglie apparentemente più normali.
    Dietro questo orrore il colpevole non è mai un singolo , dietro di lui c’è una società intera; una società e collettività ipocrita, forse anche poco preparata e incredula dinnanzi a certe dinamiche ; una società che uccide e lascia uccidere i suoi stessi membri specie quelli più indifesi e innocenti.

    Eleonora favaroni

  2. Impazza questi giorni sui giornali la notizia della “scarcerazione di Luigi Chiatti, ora sembra rinchiuso nella rems di Trapani.
    C’è stato chi specie tra i difensori dei familiari delle vittime e parte dell’opinione pubblica ha espresso in maniera allarmata la scarsa fiducia nelle misure di sicurezza delle nuove strutture che hanno o devono ancora sostituire i vecchi disumani Ospedali psichiatrici giudiziari sparsi in tutta Italia.
    Ci sono stati e cii sono ancora le polemiche intorno alla questione degli OPG , della loro chiusura ritardata di anni, del mancato interesse delle istituzioni prima dell’inchiesta Marino riguardo le condizioni allucinanti e crudeli cui versavano e versavano tutt’ora. Ci si è interrogati sul futuro e funzionamento di queste nuove rems e sulla loro capacità di difesa e sicurezza . Una paura e un timore alimentati eccessivamente dai media, istituzioni e una piccola parte dell’ opinione pubblica perché la restante se ne frega , o non sa nemmeno cosa siano le rems .
    Tanta eccitazione e fermento per persone come Chiatti che oltre a essersi confessato da solo colpevole ha chiesto espressamente di essere rinchiuso nuovamente . Più una vittima che un vero killer spietato.
    Chiatti è stato definito un “soggetto socialmente pericoloso” , un killer, un pazzo assassino, e sta ancora pagando la sua pena , ma non si parla quasi mai della pericolosità di certa gente, in parte scarcerata che ha massacrato giudici, politici, famiglie intere, o tanta, di quella gente che cammina a piede libero e tutta tranquillità per le strade , tutti i giorni, sotto la parvenza di bravi normali cittadini che vanno al lavoro o ai loro impegni , gente che troviamo dentro le istituzioni pubbliche, nella Chiesa, nella politica, nell’amministrazione, nelle Questure , negli ospedali o dentro le nostre famiglie, dentro le case.
    Chiatti ricorda un poco la storia di Jurgen Bartsch, che a soli 16 anni uccise 4 bambini e si consegnò alla polizia. Si lasciò sottoporre alla castrazione e vi morì per una intossicazione letale di anestetico . Aveva appena trent’ anni , e alle spalle una storia personale simile a quella di Chiatti , fatta di abbandoni, continui abusi sessuali e psicologici, ( a 7 anni quando i genitori andavano a lavorare veniva lasciato solo chiuso nello scantinato di casa con le finestre a sbarra) violenze da parte della famiglia adottiva( la madre aveva una macelleria e molti problemi psichici ). Storie di infanzia rubata, violata, danneggiata per sempre. Storie che pochi o quasi nessuno conosce , perché è più facile puntare il dito e trincerarsi dietro la chiusura del pregiudizio e dell’ignoranza e dell’ipocrisia o chiudere gli occhi per non vedere che magari quelle storie in parte le ritroviamo anche nelle nostre.
    Per non chiedersi “ perché questi ragazzi , una volta bambini violati , ora criminali, non sono stati aiutati e ascoltati? Perché i servizi preposti non sono intervenuti in loro tutela?” domande che ci si pone ancora adesso nel 2015, davanti al ripetersi delle stesse dinamiche di tante situazioni : gli infanticidi a opera di madri disturbate , gli omicidi familiari collettivi come il caso Scazzi, i padri pedofili che vendono i loro figli , i continui abusi e violenze taciute e nascoste che si consumano dentro le famiglie apparentemente più normali.
    Dietro questo orrore il colpevole non è mai un singolo , dietro di lui c’è una società intera; una società e collettività ipocrita, forse anche poco preparata e incredula dinnanzi a certe dinamiche ; una società che uccide e lascia uccidere i suoi stessi membri specie quelli più indifesi e innocenti.

    Eleonora favaroni

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