LUCA ROSI: COMINCIATO IL PROCESSO

Fiaccolata Luca Rosi(UJ.com) PERUGIA – E’ cominciato oggi uno dei processi che tutti i perugini seguiranno con molta attenzione e con grande voglia di giustizia. Si va in aula per i fatti del 2 marzo 2012. In quella sera perse la vita Luca Rosi, il 38enne bancario ucciso durante una rapina nella casa dei suoi genitori. Genitori (difesi dall’avvocato Valeriano Tascini), che insieme alla sorella e il cognato di Luca Rosi che saranno in prima linea per vedere cosa la giustizia riserverà a Dorel Gheorghita, Aurel Rosu, Iulian Ghiorghita e Catalin Simionesu, che a vario titolo sono accusati di omicidio, violenza sessuale, sequestro di persona, porto abusivo d’arma e rapina per più episodi.

Il 12 febbraio si era tenuto l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Luca Semeraro, che ha cristallizzato le parole delle due donne della banda, che varranno come prova nel processo. Parole che hanno inchiodato la posizione dei quattro romeni arrestati in momenti diversi dagli uomini del Roni dell’Arma dei carabinieri, a distanza comunque molto ravvicinata dall’efferato omicidio. Tutta la famiglia si costituirà parte civile nel procedimento, così come il Comune di Perugia.
E rischiano grosso. Iulian Ghiorghita, il capo che materialmente sparò contro Luca solo perché aveva reagito tentando di difendere la sua Mery, Aurel Rosu (armato, ma di una pistola finta) e Dorel Gheorghita, il palo. C’è un quarto nome nel carnet. E’ quello di Catalin Simionescu, «l’istigatore» lo ribattezzano gli inquirenti. Fu lui a indicare alla banda di rumeni che nell’abitazione dei genitori di Luca, entrambi in pensione, poteva esserci un malloppo. Fu lui ad accompagnarli in un sopralluogo davanti alla villetta isolata. Poi non si presentò all’appuntamento ma i pubblici ministeri lo accusano comunque di concorso in omicidio. Nonostante le annunciate richieste di rito abbreviato (per ottenere lo sconto) gli imputati potrebbero comunque essere condannati all’ergastolo.

 

“Sono molto soddisfatto che siano state riconosciute le ragioni del Comune. La decisione di costituirsi parte civile aveva il senso di rappresentare la città, il suo dolore, e soprattutto la sua richiesta di giustizia. Voleva esprimere la condivisione di questo lutto, che i perugini hanno vissuto come un delitto efferato commesso contro tutti loro. Perugia vuole testimoniare anche così la vicinanza alla famiglia di Luca ed a tutte le vittime dei crimini di quell’ orribile periodo. La cosa davvero importante, però, è che adesso sia fatta giustizia: la nostra fiducia è totale”.

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