L’editoriale di Tamburi: “I tempi sono maturi”

Realtà Popolare, Tamburi: "La schiavitù non è scomparsa, ha cambiato look"
Realtà Popolare, Tamburi: "La schiavitù non è scomparsa, ha cambiato look"

da Giampiero Tamburi
Comitato Club Pallotta Perugia
In questi ultimi tempi abbiamo e stiamo assistendo, attraverso manifestazioni di varia natura, ad una presa di coscienza, nei cittadini, della necessità di garantirci un livello di qualità e di vivibilità della città sempre maggiore per tutelarci dal degrado e dall’inciviltà, anche quando tali comportamenti non sono direttamente collegati ad atteggiamenti criminali.
Si può tranquillamente affermare che siamo arrivati ad un’attenzione tale per il sociale da comprenderlo e quindi essere in grado di poterlo arginale quanto ne capita l’occasione.
Basta guardare come, semplici cittadini, telefonando alle Forze dell’Ordine possono contribuire, in modo egregio, a far bloccare certe attività illecite che avrebbero, senza il loro intervento, causato molti più danni: ne leggiamo spesso sui quotidiani di questi articoli! Un compito importante per gli operatori della sicurezza e, nello stesso tempo, un passo avanti di civiltà per chi si è tenuto sempre in disparte per una comprensibile paura di essere coinvolto in questioni che avrebbero potuto procurargli del male anche fisicamente. La vittoria su questa paura, sicuramente, ci porterà a fare passi da giganti per la battaglia sulla delinquenza che intraprenderemo.
Dobbiamo entrare nell’ordine dell’idea che la sicurezza e la prevenzione sono concetti che, apparentemente, possono sembrare diversi, ma che, in realtà, hanno invece un’unica finalità.
Ma per ottenere il massimo vantaggio da questo atteggiamento è’ necessario che si crei e che continui nel tempo un “modus operandi” in cui questa specificità di comportamento costituisca un plusvalore che, oltre a frenare le attività criminali, sia il presupposto per una concreta e fruttuosa prevenzione per frenare gli atteggiamenti delittuosi possibili.
A questo punto è naturale ed opportuno chiedesi come possiamo fare: quali strumenti adottare per realizzare questi obiettivi?

La prevenzione e la tutela della sicurezza urbana, è naturale, spetta essenzialmente agli organi istituzionali preposti, primo fra tutti il Comune. Il problema fondamentale quindi non è chi ma è quello di individuare quali strategie idonee occorrono per realizzare tali obbiettivi.

In questo ultimo periodo la nostra amministrazione comunale, osservando il problema in quest’ottica, sembra che abbia la volontà di investire grandi energie, per l’attuazione di un sistema di prevenzione e controllo del territorio.  È chiaro e mi sembra fuori di dubbio, che le strategie da adottare non sono ne facili ne semplici da realizzare ma, utilizzando lo strumento della partecipazione alle scelte, tra cittadini ed istituzioni, si potrà determinare una maggiore incisività dando, nel contempo, il ruolo che spetta nello scenario ai soggetti interessati. È quindi arrivato il tempo che si concretizzi questa necessaria collaborazione con lo strumento della Consulta Partecipativa. Il coinvolgimento reale dei cittadini nelle strategie da adottare non è più procrastinabile. L’invocazione della partecipazione, sia da una parte che dall’altra, non può rimanere più su un piano teorico o, quantomeno poco praticato.

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