LAVORO NERO: SCOPERTO FRANTOIO OLEARIO

guardiafinanzaa(UJ.com3.0) GUBBIO – Nel quadro delle attività di controllo economico del territorio finalizzate in particolare a contrasto del lavoro sommerso specifica attenzione è rivolta a quelle attività imprenditoriali cd. a carattere stagionale, cioè svolte in determinati periodi dell’anno in relazione alla tipologia di prodotto lavorato e/o commercializzato. In questo contesto i Finanzieri della Tenenza di Gubbio hanno così individuato un frantoio oleario operante nel comprensorio Eugubino – Gualdese che impiegava sette lavoratori attraverso l’utilizzo strumentale di contratti d’opera di “prestazione occasionale “ previsti dall’art. 2222 del Codice Civile. La prestazione occasionale, nella sua applicazione fisiologica, consente di impiegare lavoratori usufruendo di particolari agevolazioni, tra cui la possibilità di non effettuare le comunicazioni obbligatorie di assunzione al Centro per l’Impiego e di non versare i contributi previdenziali ed assistenziali, purchè nel rispetto di precisi parametri attinenti al periodo d’impiego del lavoratore e all’entità degli emolumenti corrisposti.

Questa forma atipica di impiego non contempla inoltre nessuna protezione assicurativa del lavoratore contro gli infortuni sul lavoro in assenza degli obblighi di comunicazione preventiva previsti dalla Legge n. 183/2010 (c.d. Collegato Lavoro). Tuttavia la prassi operativa ha dimostrato come tale strumento molto spesso viene utilizzato da imprenditori senza scrupoli anche per evadere/eludere le norme giuslavoristiche. Gli accertamenti condotti hanno invece permesso di rilevare l’indebito utilizzo di tale tipologia contrattuale di impiego con conseguente riqualificazione delle attività svolte dai dipendenti nell’alveo dei contratti di lavoro a tempo determinato con la conseguenza che per i citati lavoratori non sono state adempiute le comunicazioni obbligatorie di assunzione e che hanno fatto scattare nei confronti del datore di lavoro la maxisanzione prevista dall’art. 3 della citata legge 183/2010 che prevede una sanzione da Euro 1.500 a 12.000 euro oltre ad Euro 150 per ciascun giorno lavorativo svolto “in nero “, per ciascun lavoratore oltre ad altre numerose violazioni.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*