Latitante romeno spedito a Capanne, insieme al suo bel curriculum

Ruba in un negozio di antiquariato, arrestato
Ruba in un negozio di antiquariato, arrestato

D.M.C., rumeno del 1981, era, fino a 48 ore fa, uno dei latitanti ancora in circolazione a Perugia.
Nella sua carriera criminale, ove trovano posto anche arresti e denunce per reati di particolare allarme sociale quali l’associazione per delinquere e lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, ad occupare il maggiore spazio sono senza dubbio i reati contro il patrimonio.

Il 34enne infatti, durante la sua lunga permanenza in Italia, ha commesso diverse decine di furti, per lo più ai danni di attività commerciali, e in questo modo – come lui stesso ha confidato, vantandosene, agli agenti che lo hanno arrestato – ha accumulato un significativo patrimonio personale.
Ed è proprio in relazione ad uno dei tanti furti commessi che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, nel 2011, ha emesso nei suoi confronti un ordine di esecuzione per la carcerazione, dovendo il soggetto scontare la bellezza di 5 anni, 3 mesi e 15 giorni di reclusione.
Così si è arrivati alla sua cattura.

E’ la sera dell’8 maggio quando il Posto di Polizia presso l’Aeroporto effettua controlli nei confronti di un cittadino romeno in partenza da Perugia per Bucarest con volo Wizzair.
Insospettisce il suo curriculum criminale e le sue continue denunce per reati contro il patrimonio; si decide per una perquisizione nei suoi confronti presso un appartamento di Via Settevalli.
L’atto non produce granché nei confronti di tale soggetto, tuttavia, nel corso del controllo, emerge un particolare che risulterà decisivo.

Infatti, benché all’interno dell’immobile non sembri esservi nessun altra persona, gli agenti notano inequivocabili segni di qualcun altro che aveva appena consumato un pasto.
Alla conseguente richiesta di spiegazioni, il romeno risponde dicendo che non vi era nessuno e che vi aveva soggiornato un connazionale tornato in patria da molti mesi .
Tuttavia, la sua versione non convince sino in fondo la Polizia.
Così, gli uomini della Squadra Volante, diretta dal Commissario Capo Adriano Felici, decidono di verificare se davvero in quell’appartamento non via sia qualcun altro.

Così, in breve tempo, viene pianificato dalla Squadra Volante un vero e proprio blitz, col contributo anche di un paio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine.
L’occasione migliore appare alle prime ore di domenica mattina; gli agenti circondano l’immobile di Via Settevalli, posizionati in modo tale da ostruire ogni possibile via di fuga.

I poliziotti bussano alla porta, nessuno apre, ma si odono alcuni rumori provenire dall’interno.
Capiscono allora di essere sulla buona strada ed allertano anche i vigili del fuoco, in modo da poter entrare nello stabile, con le buone o con le cattive.
Finalmente lo straniero, rendendosi conto che le forze dell’ordine stanno per procedere coattivamente, apre e si consegna agli agenti.

Nell’appartamento si procede alla verifica delle sue generalità e si scopre che quell’uomo è proprio D.M.C..
La Polizia, d’intesa col P.M. Mara Pucci, provvede ad associarlo presso la locale casa circondariale ; per il 34enne, si prospetta dunque un lungo soggiorno a Capanne.

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