Interventi dei cittadini sui parchi pubblici a Perugia, dice Tamburi

La partecipazione dei cittadini? Cerchiamone il significato!

Interventi dei cittadini sui parchi pubblici a Perugia, dice Tamburi

Interventi dei cittadini sui parchi pubblici a Perugia, dice Tamburi da Giampiero Tamburi (Perugia: Social City) “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi” (Bertorl Brecht). Permettetemi di premettere una cosa: Quando scrivo su qualsiasi argomento che interessa la politica è d’obbligo, per dare a chi legge il giusto concetto di una corretta valutazione di quello che affermo, sottolineare e mettere in chiaro un aspetto importantissimo della mia posizione al riguardo: io sono una persona “politicizzata” ma non “partiticizzata” il che significa che non ho pregiudizi ideologici di posizione, ne di destra ne di sinistra.

A me interessa il problema per quello che è e risolverlo al di là degli schieramenti ideologici perché i problemi sono della città e dei suoi cittadini a prescindere da come la pensano politicamente. Certo la vita è dura per chi la pensa così ma io sono questo ed altro non voglio essere!

Detto questo veniamo al dunque! Ogni giorno leggiamo sui giornali delle belle azioni di volontà di cittadini (la maggior parte restano nel più assoluto silenzio quando alla politica di partito non conviene che si sappia), che si organizzano in gruppi temporanei per nettare la città o Associazioni regolarmente costituite e riconosciute che, con l’intento di essere utili, presi pale, rastrelli, scope e quant’altro, si mettono in azione per fare un poco di pulizia e dare uno spicchio di dignità in più a Perugia. Ammirabile esempio di partecipazione attiva (se attiva si può chiamare), nel momento che viene effettuata ma deleteria per i danni che produce nel tempo!

Danni? Si proprio così, perché c’è invece molto da dire su cosa produce questo atteggiamento e su come deve essere considerato questo tipo di intervento per quanto riguarda gli obblighi dell’Amministrazione comunale (sempre intesa nel senso politico dei nostri rappresentanti eletti) nel dare e nei termini di come darli, questi servizi alla collettività.

Poco chiaro? Ora mi spiego meglio! Andiamo un attimo ad analizzare questa partecipazione, su come il Comune la vuole e su come il cittadino la elargisce. Anche se, molto spesso, la consapevolezza di un danno futuro, da parte del cittadino che si atteggia per tali aiuti non c’è, gli effetti che producono nel tempo determinano, a lungo andare, dei danni consistenti alla comunità stessa perché lasciano credere all’Amministrazione della città, di avere intrapreso la strada giusta mentre, in effetti, è il contrario; producendo, nella medesima, un atteggiamento di staticità nell’elaborare strategie e nuove strade, molto più efficaci per risolvere in maniera più adeguata per la società che amministrano i problemi.

Poi non parliamo dell’ipotesi che questi interventi vengano fatti per una mera propaganda politica di parte della minoranza amministrativa; non sono certo questi che ingrosseranno le fila di chi darà il proprio consenso al momento nelle urne elettorali!Queste Associazioni o quei cittadini che si organizzano momentaneamente per questo scopo, in pratica, non fanno altro che evidenziare, in modo inconfutabile, l’incapacità della politica comunale, di gestire correttamente questi servizi urbani dovuti, quando, addirittura volutamente, sia un modo operandi di comodo perché hanno la possibilità di sfruttare la buona fede dei cittadini che si adoperano. Non è un concetto da poco e bisogna sempre tenerlo presente quando, come cittadini, ci proponiamo ad operare per la collettività in cui viviamo.

Ma questo è solo uno degli aspetti della questione! Ne esiste uno molto più importante: questo atteggiamento taglia fuori del tutto noi cittadini dal partecipare attivamente ad una reale gestione dei problemi, impedendo di essere parte “attiva” e soggetti paritetici per la individuazione delle soluzioni dei problemi stessi. Comportandosi in questo modo non facciamo altro che subire passivamente le scelte altrui.

Una domanda: l’opposizione al Consiglio comunale, non farebbe più il suo dovere, invece che andare a tagliare l’erba ed a rastrellare i giardini, chiedere alla Giunta, attraverso le apposite Commissioni permanenti, l’istituzione di una “CONSULTA COMUNALE DI PARTECIPAZIONE” (da molto tempo richiesta anche da Perugia: Social City)dove ne facciano parte, pariteticamente, sia gli Assessori competenti alla materia, sia i cittadini, attraverso i loro rappresentanti delle varie Associazioni?

Laddove non dovesse essere istituita per l’incapacità numerica dei voti espressi, dare corso alla necessaria propaganda alla città stessa, ponendo l’accento sulla necessità e sull’operatività democratica di questo modo di procedere. Con questa Consulta veramente si parlerebbe di ruolo “attivo” dei cittadini!

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