Infondata accusa truffa amministrazioni locali nota dal Piccolo Carro

DOCUMENTO DEL CNCM A DIFESA DELLA COOPERATIVA DI BASTIA UMBRA

Infondata accusa truffa amministrazioni locali nota dal Piccolo Carro

Infondata accusa truffa amministrazioni locali nota dal Piccolo Carro  di Luciano Castro Capo Ufficio Stampa BASTIA UMBRA – Il Coordinamento Nazionale Comunità per Minorenni (CNCM), organizzazione a cui aderiscono oltre 300 strutture di accoglienza residenziale per minori in difficoltà in tutta Italia, scende in campo a difesa del Piccolo Carro, la cooperativa di Bastia Umbra oggetto di indagini giudiziarie per frode in pubblica fornitura e truffa in danno degli Enti.

E denuncia: in Italia c’è un vuoto legislativo sull’accoglienza in comunità socio-educative di minori che sono sottoposti a terapia sanitaria prescritta dai presidi sanitari di provenienza. In un documento a firma del presidente del CNCM, Giovanni Fulvi, l’organizzazione “esprime solidarietà al Piccolo Carro in merito all’attacco mediatico e giudiziario che sta subendo su una tematica che non riguarda solo questa struttura ma decine di comunità di accoglienza su tutto il territorio nazionale”.

In particolare, le accuse mosse al Piccolo Carro si fondano sull’accoglienza di minori già sottoposti a terapia sanitaria prescritta dai presidi sanitari di provenienza. “Su questa tipologia di accoglienza”, sottolinea il documento del CNCM, “in Italia esiste un vero vuoto legislativo, solo la Regione Emilia Romagna ha normato strutture di natura psico-sociali per minorenni, mentre esistono comunità terapeutiche esclusivamente sanitarie normate dalle ASL”.

La posizione del CNCM sulla vicenda della cooperativa umbra è chiara. “La tipologia di accoglienza organizzata dal Piccolo Carro è da noi condivisa, in quanto molti sono i minorenni accolti nelle comunità cosiddette socio-educative che presentano disturbi di natura psicologica grave e, proprio per questo, le comunità devono integrare il loro intervento educativo con trattamenti sanitari sia farmacologici che psicoterapeutici, condivisi e prescritti dai servizi territoriali socio-sanitari che accettano di procedere all’inserimento dei minori anche con integrazioni economiche”.

Il documento del CNCM difende anche il Piccolo Carro dalle accuse. “L’invio e l’integrazione della retta da parte delle ASL”, è scritto infatti nel documento, “si basa su un’offerta di intervento educativo, e nel contratto tra le parti si presuppone l’invio dell’autorizzazione del funzionamento della struttura e la Carta dei Servizi.

Questi documenti certificano l’intervento socio-assistenziale ed educativo delle strutture accoglienti (che presentano tutte valenza terapeutica) e non accreditate sanitariamente, quindi appare infondata l’accusa di aver truffato le Amministrazioni invianti. Sicuri nell’operato della magistratura”, conclude il CNCM, “attendiamo fiduciosi la risoluzione di quanto sta accadendo al Piccolo Carro”.

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