Incidenti stradali, in Umbria, nel 2012, migliora la situazione

Umbriajournal.com incidente a Pila (8)PERUGIA – “Strumenti e modalità di rilevazione degli incidenti stradali per favorire una più veloce e certa attribuzione delle responsabilità”: è questo il tema del seminario di lavoro che si è svolto oggi, giovedì 8 maggio, nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia ed al quale hanno partecipato rappresentanti della regione Umbria, e delle diverse Forze di Polizia dell’Umbria. L’obiettivo è quello di armonizzare le procedure messe in campo dalle varie forze di polizia per la rilevazione di incidenti stradali.

Il tutto nel quadro delineato dalla nuova legge regionale che ha avviato la realizzazione del CRUMS, il Centro Regionale Umbro di Monitoraggio della Sicurezza Stradale, che ha il fine di individuare le maggiori criticità di sicurezza stradale; valutare i fattori di rischio che le determinano per quanto riguarda il sistema stradale, il sistema del traffico, i comportamenti di guida; favorire una migliore conoscenza delle alternative di intervento ed esaminare i risultati degli interventi realizzate e valutare l’efficienza e l’efficacia degli interventi e la rispondenza agli obiettivi dei risultati. Per soddisfare questi obiettivi, il progetto attuativo del CRUMS prevede la predisposizione di strumenti e supporti da rendere disponibili alle strutture di Polizia Locale per rendere più agevole e rapida la rilevazione degli incidenti stradali; migliorare la qualità e la completezza della rilevazione e dunque favorire una più sistematica utilizzazione dei dati degli incidenti stradali sia da parte delle strutture di Polizia Locale, sia da parte degli Uffici tecnici competenti in materia di viabilità e di traffico.

“L’Umbria, ha sottolineato il rappresentante della Regione, sta dimostrando con i numeri e i fatti di essere capace di migliorare costantemente la sicurezza delle sue strade, di ridurre le vittime e il costo sociale degli incidenti stradali, ancora meglio di altre regioni italiane. La nuova legge regionale ci consentirà di disporre di maggiori strumenti e risorse per vincere la nostra sfida: non solo dimezzare il numero di morti e feriti sulle strade entro il 2020, ma soprattutto garantire una mobilità più sicura e sostenibile con ricadute positive sulla salubrità e l’efficienza economica e funzionale”. Negli ultimi dodici anni l’Umbria ha registrato 1095 decessi e ben 58500 feriti, con un costo sociale di quasi sei miliardi di euro. Nel 2012 gli incidenti stradali con lesioni a persone, rilevati in Umbria, sono stati 2.358, mediamente più di 6 al giorno, comportando il decesso di 50 persone e lesioni di diversa gravità in ulteriori 3400. Gli incidenti stradali nel 2012, in Umbria, rappresentano l’1,36% del totale nazionale, i morti l’1,4% e i feriti l’1,3%, percentuali al di sotto della “quota” di popolazione umbra sul totale nazionale. Rispetto al 2011, sono diminuiti sia gli incidenti (-17,4%) che il numero dei deceduti (-18%) e dei feriti (-16,6%).

Secondo i dati Istat relativi al 2012, l’ultimo anno per il quale si dispone di statistiche ufficiali, in Umbria la situazione è notevolmente migliorata. Il numero di morti è calato del 57,3 per cento a fronte di un dato medio nazionale del 48,5 per cento. L’evoluzione è largamente più soddisfacente di quella nazionale anche per il numero di feriti, scesi del 43,8 per cento a fronte del 29,1 per cento della media italiana. Di conseguenza, è più alta la percentuale di riduzione del costo sociale: meno 47,4 per cento per l’Umbria; meno 34,2 per cento in Italia.

Il livello di sicurezza stradale raggiunto dall’Umbria nel 2012 non è però altrettanto soddisfacente, anche se il tasso di mortalità per incidenti stradali nella nostra regione per la prima volta è più basso della media nazionale, con 5,7 morti ogni 100mila abitanti (la media nazionale è di 6,2) ed è più contenuto anche il numero dei feriti con 385 ogni 100mila abitanti in Umbria, 446 in Italia.

Il costo sociale pro capite, che misura in modo ponderato morti e feriti, indica per l’Umbria un valore di 362 euro procapite, “sensibilmente inferiore al dato medio nazionale, che è pari a 414 euro pro capite, e che segna un forte progresso rispetto ai due anni precedenti collocando l’Umbria al settimo posto nella graduatoria delle regioni italiane. Se si considera un altro importante indicatore dello stato complessivo della sicurezza stradale regionale, il “peso economico” dato dal rapporto tra il costo sociale generato dagli incidenti stradali e il Pil, Prodotto interno lordo, questo risulta leggermente più elevato che nel resto del Paese. Ciò determina uno svantaggio competitivo rispetto alle regioni italiane o europee con i migliori livelli di sicurezza, con un peso economico aggiuntivo equivalente di 90-180 milioni di euro all’anno che gravano sul sistema regionale, in particolare sul sistema sanitario, su quello previdenziale e assistenziale, sui costi di produzione delle imprese, sulle spese sostenute dalle famiglie, per compensare i danni materiali e alle persone provocati dagli incidenti stradali.

In questo quadro si è ritenuto opportuno realizzare alcuni seminari di lavoro per individuare le modalità e le procedure migliori di rilevazione degli incidenti stradali, per raccogliere indicazioni dirette da parte dei rappresentati delle polizie locali su strumenti e supporti che possano favorire un miglioramento della rilevazione e consentire una riduzione di oneri e tempi e per definire e condividere procedure e modalità di raccolta, organizzazione e utilizzazione dei dati degli incidenti stradali sia a fini di programmazione del servizio di polizia stradale, sia a fini di programmazione degli interventi in materia di viabilità e traffico. Al seminario odierno sono intervenuti, oltre al rappresentante dell’assessorato regionale alla sicurezza stradale, il capo del compartimento della Polizia di Stato dell’Umbria, Daniele Giocondi, il capitano Domenico Mastrogiacomo del Comando Legione dei Carabinieri dell’Umbria, il maresciallo Mario Urbini della Polizia municipale di Perugia e Maurizio Coppo del gruppo di coordinamento del CRUMS.

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