Inchiesta sanità, indagato anche il direttore generale Asl 1

Sicurezza alimentare: Nas sequestrano 400 quintali di pane
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PERUGIA – Per il pubblico ministero Mario Formisano ci sono le condizioni per accusare due dirigenti della Asl 1 del reato di abuso d’ufficio, in quanto la loro azione mirava a favorire alcuni candidati che svolgevano attività proprio nel loro servizio. L’obiettivo era quello di stabilizzare alcuni di loro che da diversi anni lavoravano a tempo determinato all’interno della Asl n.1. Per la Procura di Perugia il tutto avveniva in violazione delle norme di Legge, con l’intenzione di procurare un ingiusto vantaggio ad alcuni candidati.

Per questo A.B. e L.M. vengono accusati, in qualità di membri della commissione d’esame, di non essere stati imparziali e di aver abusato delle proprie funzioni. Con loro anche il direttore generale della Asl di Perugia Giuseppe Legato, al quale il PM Formisano contesta un concorso morale, reato meno grave rispetto a quello che viene addebitato ai due dirigenti farmacisti.

Secondo l’accusa le indagini hanno fatto emergere come due concorsi pubblici sono stati condizionati dalla volontà di raggiungere un risultato già prestabilito. Per l’accusa le prove concorsuali sarebbero state organizzate come una mera messa in scena, per dare l’apparenza di un giudizio imparziale. In realtà, contesta il PM di Perugia, alcuni membri della commissione e diversi candidati sapevano bene chi avrebbe vinto.

Dalle intercettazioni trapelano favoritismi per alcuni candidati. Gli stessi, interrogati proprio in queste ore, avrebbero confermato alcune tesi dell’accusa. L’alterazione delle prove concorsuali, infatti, emergerebbe dalle intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni dei vari candidati.

I concorsi per i quali sono emerse irregolarità sono due: il primo per due posti di farmacista in ospedale; il secondo per due posti di farmacista sul territorio. Nei prossimi giorni continueranno gli interrogatori per delineare meglio il quadro indiziario.

Il direttore generale della USL Umbria 1 Giuseppe Legato dichiara la propria totale estraneità ad ogni ipotesi di irregolarità, esprimendo fiducia nei confronti della magistratura ed auspicando un’azione tempestiva e chiarificatrice.

“L’indirizzo generale dell’azienda – precisa Legato – è la stabilizzazione ovvero la trasformazione dei posti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, anche alla luce delle osservazioni fatte dalla Corte dei conti in merito al rispetto del tetto massimo di spesa dei contratti a tempo determinato. La gestione dei concorsi è demandata per legge alle commissioni esaminatrici, che agiscono in piena autonomia e responsabilità”.

“Preciso inoltre – aggiunge Legato – che non c’è stata alcuna perquisizione, tutti gli atti sono stati acquisiti con la nostra piena e totale collaborazione. E nel rinnovare la massima disponibilità e fiducia nella magistratura, mi auguro di poter essere sentito al più presto dagli inquirenti al fine di chiarire la mia posizione, nella certezza che l’avviso costituisca un ‘atto dovuto’ in fase di indagini preliminari in quanto direttore della struttura: atto destinato a cadere non appena accertati i fatti ai quali sono del tutto estraneo”.

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