Inaugurata ‘Memorie e metamorfosi di un arco antico’ di Piero Tacconi

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Il quadro sfogliabile "Nell'arco del tempo"

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Le opere di Piero Tacconi

Arco etrusco al centro di 36 opere esposte nella sala del Caminetto della Rocca Paolina – Mostra sostenuta da concessionaria Centralcar di Perugia. Visitabile fino al 12 aprile

(umbriajournal by Avi News) – PERUGIA “Gli Etruschi lo hanno eretto, i Romani lo hanno adottato, i Perugini ne vanno orgogliosi, gli stranieri ne rimangono stregati”. Così scrive Matteo Tacconi, figlio dell’artista Piero, a proposito dell’Arco etrusco di Perugia, protagonista della mostra ‘Memorie e Metamorfosi di un antico arco’ inaugurata sabato 19 marzo nella sala del Caminetto della Rocca Paolina. Trentasei le opere esposte che raccontano di uno dei monumenti più rappresentativi di Perugia attraverso le pennellate di Piero Tacconi e che resteranno visitabili fino a martedì 12 aprile, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30.

Gli ospiti all’inaugurazione. Presenti i sostenitori e i collaboratori del progetto artistico di Piero Tacconi, Gianluca Baroni socio della concessionaria Centralcar di Perugia, Franco Mezzanotte, presidente dell’associazione ‘Vivi il borgo’, Mimmo Coletti, storico dell’arte e il latinista Guido Donini che ha dato il suo contributo donando una poesia in latino inserita in “Nell’ ‘Arco’ del tempo”, il quadro ‘sfogliabile’ che chiude il percorso della mostra e a cui l’artista Piero è particolarmente legato.

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Nell’Arco del tempo, il quadro sfogliabile

Il quadro sfogliabile. In esso si ritrovano scritti che parlano di Perugia e dell’Umbria in lingua etrusca, latina, volgare, italiana e inglese di autori tra cui Dante Alighieri, Giosuè Carducci, Gabriele D’annunzio e Johann Wolfgang von Goethe, proprio a simboleggiare la dimensione internazionale della città e il suo evolversi nei secoli.

“È bene che gli artisti stiano zitti – ha specificato Piero Tacconi – e siano gli altri a raccontare ciò che facciamo. Dico solamente che io ho voluto narrare ciò che di bene e di male si vive oggi attraverso l’Arco etrusco. Ho vestito e travestito un monumento che ha ‘conosciuto’ gli  etruschi, i romani, è arrivato fino a noi e ancora attira visitatori dall’estero rendendo Perugia una città cosmopolita”.

Il sostegno delle imprese. “Credo che sia importante – ha affermato Baroni – che i privati sostengano l’arte e, più in generale, la cultura. È vero che il core business della Centralcar è il commercio e la vendita di automobili ma credo che sia giusto destinare parte dei nostri proventi alla cultura perché in un paese dove non c’è cultura non c’è neanche sviluppo economico per cui siamo felici di sostenere un’artista come Tacconi che riesce a rappresentare come pochi il nostro territorio”.

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Un bacio perugino

“Dopo l’ultimo restauro – ha dichiarato Mezzanotte – l’Arco etrusco, da grandioso che era, è diventato maestoso. Conosco Piero da tempo e ho seguito la nascita delle opere che questo arco gli ha ispirato. Uno degli scopi dell’associazione che io presiedo è collaborare e sostenere la creatività dei nostri concittadini, che ha delle punte di eccellenza. Secondo me, Piero è una di queste”.

“Tutto nasce – ha raccontato Coletti – dal quadro ‘La nevicata’ realizzato nel 2011. Da qui è venuta l’idea, a Piero, di prendere un simbolo della nostra storia, vecchio di 22 secoli e attualizzarlo facendo una specie di racconto di noi stessi e dei nostri progenitori. Un po’ come il monolite di Stanley Kubrick, lanciato nello spazio per rammentare, divenire un segnale, tra incanto e timore. C’è da evidenziare, poi, l’estrema fantasia, l’inventiva di Tacconi, sempre sposata al buon gusto e a una dose di sorriso, che non guasta mai. In questa mostra, così cantabile, si ritrovano le proiezioni dell’Arco ieri, oggi e probabilmente domani”.

 

Rossana Furfaro

 

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