Frequentava i giardini di Sant’Ercolano, espulso noto pusher tunisino

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M.B., tunisino del 1996, è – o meglio era – uno degli spacciatori più attivi nel cuore dell’acropoli perugina. Infatti, a dispetto della giovane età, si era ritagliato già in passato uno spazio importante nelle zona maggiormente interessate allo spaccio in città, distinguendosi anche per la sua indole violenta che sovente lo ha reso protagonista di liti e violenti alterchi con pusher concorrenti o clienti morosi; recentemente aveva iniziato a frequentare la centralissima zona di Sant’Ercolano.
Per questo, alla Polizia di Perugia erano giunte in più occasioni segnalazioni che sollecitavano ad impedire a questo tunisino di continuare a delinquere impunemente.

Così, nelle scorse settimane, la Squadra Volante ha iniziato a monitorare gli spostamenti del maghrebino, notando la sua recente assidua frequentazione nei giardinetti di Sant’Ercolano, di recente abbelliti e restituiti alla collettività.

Si è quindi deciso di intervenire alla prima occasione favorevole; ieri pomeriggio la Volante ha pizzicato M.B. a spasso in Centro Storico e gli ha intimato immediatamente di fermarsi per un controllo.
Il 19enne ha tentato di tagliare la corda, ma invano.
Gli agenti lo hanno allora perquisito, trovandogli addosso non dello stupefacente ma altri oggetti comunque di interesse.

In particolare, il giovanotto aveva con sé uno spray al peperoncino non omologato, che, a detta sua, gli era necessario per proteggersi da possibili aggressioni di altri nordafricani.
Inoltre, il maghrebino era ingiustificatamente in possesso di una tessera sanitaria intestata ad un ragazzo, il quale, qualche mese fa, ne aveva denunciato lo smarrimento.

Infine, il 19enne è risultato inottemperante ad un precedente ordine di allontanamento dal territorio nazionale.
Così, la Volante lo ha denunciato per i reati di possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ricettazione ed inottemperanza all’ordine di espulsione.

Ma in Questura per lui era pronta la sorpresa finale: un viaggio per il CIE disponibile più vicino per il suo rimpatrio; in serata tre poliziotti hanno quindi provveduto ad accompagnare M.B. presso un CIE, per porre fine della sua carriera criminale a Perugia.

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