Foligno, uccisione appuntato Lucentini, la svolta dalla perizia balistica

photo @Giordano Bompadre

L’uccisione dell’appuntato scelto Emanuele Lucentini, morto in caserma a Foligno, la mattina del 16 maggio scorso, è un’inchiesta difficile e alquanto delicata. La perizia balistica potrebbe stabilire non solo la traiettoria orizzontale del proiettile, ma capire se il colpo sia partito per sbaglio dalla pistola di ordinanza, oppure no.

La procura di Spoleto sta lavorando sul caso. Sono stati analizzati non solo la mitraglietta sequestrata, ma anche il bossolo. La famiglia vuole capire com’è andata veramente. Quest’ultima ha presentato una nuova istanza alla procura, affinché consenta al medico legale e allo specialista in balistica di accedere alla scena del crimine. La tragedia avvenne nel cortile interno alla caserma. Lucentini fu colpito mentre stava andando alla sua auto privata, dall’arma del collega che si trovava con lui: avevano smontato dal turno di notte.

Il carabiniere fu subito indagato e sottoposto anche ai prelievi delle formazioni pilifere. La morte dell’appuntato scelto ha scatenato tanto rumore. Da una parte l’indagine penale che è stata affidata alla squadra mobile della questura di Perugia che ha già depositato i primi risultati, dall’altra gli accertamenti interni Arma.

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