Firma in Prefettura di tre patti per la difesa della legalità e della sicurezza a Perugia e in Umbria

FIRMA IN PREFETTUA PER SICUREZZA PERUGIA UMBRIA
FIRMA IN PREFETTUA PER SICUREZZA PERUGIA UMBRIA

Sicurezza, impegno unitario a tutela del territorio. Il Sottosegretario all’Interno On. Gianpiero Bocci ha presenziato alla firma in Prefettura di tre documenti che riaffermano e attualizzano l’impegno comune delle Istituzioni per la difesa della legalità e della sicurezza a Perugia e in Umbria 

“Nuovi strumenti per fare fronte comune contro le minacce alla sicurezza ed alla legalità, il segno evidente di una vera forte efficace sinergia istituzionale che può andare a vanto della provincia di Perugia, una alleanza per costruire nell’interesse della salvaguardia del territorio strategie e azioni condivise volte ad elevare sotto molteplici aspetti la sicurezza, dalle aggressioni degli atti di inciviltà, dalla commissione degli odiosi reati di microcriminalità fino ad uno sguardo attento alla necessità di alzare barriere contro eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’economia legale”. Sono le parole con le quali il Prefetto Antonella De Miro ha introdotto oggi la sottoscrizione in Prefettura – alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno Gianpiero Bocci, della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del Presidente della Provincia Nando Mismetti e del Sindaco di Perugia Andrea Romizi, nonché dei vertici delle forze di polizia – di tre importanti documenti che rafforzano e attualizzano la collaborazione interistituzionale fra Stato, Regione ed Enti Locali nel campo della sicurezza.

Una firma congiunta che mira all’attualizzazione e modernizzazione di azioni, prassi e procedure di controllo al fine di rendere sempre più incisiva ed efficace sul territorio umbro la collaborazione già da tempo esistente fra i vari livelli di governo; e questo anche nello spirito delle indicazioni strategico-operative diramate nel tempo dal Ministero dell’Interno e da ultimo contenute anche in una recente direttiva del Ministro Angelino Alfano del 30 aprile scorso.

Del resto, si rende necessaria l’adozione di sempre nuove strategie di intervento nel sistema di controllo del territorio da parte delle forze di polizia attraverso un costante aggiornamento dei moduli organizzativi. Il controllo del territorio non avviene più soltanto attraverso il pattugliamento delle strade ma attraverso la sicurezza integrata, cioè attraverso l’azione congiunta di più livelli di governo delle iniziative da intraprendere, con sempre più efficaci sinergie e collaborazioni tra amministrazioni centrali, istituzioni locali e società civile per giungere ad un processo compiuto di partecipazione del territorio alla gestione della sicurezza.

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica rimane il luogo dove si individuano e si decidono le strategie da adottarsi nel territorio, con una sempre più ampia partecipazione di tutti i possibili attori istituzionali che dovranno concorrere a garantire ed innalzare il livello di sicurezza che abbisogna di sempre più complessi interventi ed azioni.

 “La firma di oggi – ha sottolineato il Sottosegretario Bocci – è il risultato di un metodo, il lavorare insieme per una nuova idea di sicurezza, più larga e partecipata, con nuovi attori e nuovi protagonisti che possono diventare valore aggiunto del sistema. Non è la fine di un percorso, perché i protocolli costituiscono una cornice entro la quale nelle prossime settimane andranno collocati contenuti e azioni concrete, ma allo stesso tempo è una tappa importante che si pone al compimento di un impegno paziente e intelligente, che tiene conto anche di esperienze maturate e conoscenze acquisite in altri contesti territoriali”. Il Sottosegretario ha poi rivolto un ringraziamento agli enti firmatari, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nella condivisione di responsabilità che richiederanno un particolare impegno operativo, e alle forze di polizia, per il loro quotidiano operare, con competenza, abnegazione e positivi risultati, a tutela della sicurezza delle persone anche in relazione alle diverse esigenze e criticità di questi tempi, non ultima l’emergenza migranti.

“Gli accordi di oggi – ha sottolineato la Presidente Marini – sono figli di una collaborazione istituzionale che in Umbria viene portata avanti da anni, con un approccio di assunzione di responsabilità condivise, che vuol anche essere un modo efficace e moderno di interpretare la sussidiarietà fra i livelli di governo nel pieno rispetto dei ruoli e delle attribuzioni di ciascun soggetto. La Regione è impegnata per la riduzione dei rischi sociali che possono alimentare condizioni favorevoli al diffondersi del clima di insicurezza ed è altrettanto fortemente impegnata in una rete integrata di politiche sociali che rende possibile governare, in un clima di collaborazione e condivisione, gli impatti sul territorio del fenomeno dell’immigrazione così come di altre problematiche che vedono Regione, Ministero, Prefetture ed enti locali lavorare fianco a fianco per la serenità dei cittadini”.

“Con la firma di oggi – ha commentato il Sindaco Romizi – si va a certificare la bontà di un metodo i cui positivi risultati sono sotto gli occhi di tutti, grazie anche all’impegno delle forze di polizia ed alla costanza di un lavoro che non ha conosciuto nel tempo flessioni o ridimensionamenti. Importante è anche il nuovo protocollo di legalità che vede Comune e Prefettura impegnati nell’estendere il sistema delle cautele antimafia nel potenziare le azioni di monitoraggio informativo per alzare un muro contro i tentativi di infiltrazione mafiosa nell’economia”.

“E’ un momento di profonde trasformazioni – ha dichiarato il Presidente della Provincia, Mismetti – ma la Provincia, nonostante le incertezze sul futuro sconsigliassero l’assunzione di impegni a medio termine, ha voluto ugualmente partecipare al rinnovo del Patto per Perugia Sicura come segno tangibile della propria volontà di continuare ad operare insieme alle altre Istituzioni per il benessere e la sicurezza dei cittadini”.

 

Nel dettaglio, questi i punti salienti dei tre documenti.

  • Accordo fra Ministero dell’Interno e Regione Umbria in materia di politiche integrate di sicurezza urbana

L’Accordo, di durata triennale, individua ambiti di collaborazione e progetti di sicurezza integrata che il Ministero dell’Interno e la Regione Umbria si impegnano a realizzare, ovviamente nel rispetto della normativa vigente e nei limiti delle proprie attribuzioni; a tal fine, viene prevista la possibilità che la Regione attivi apposite forme di contribuzione logistica, strumentale o finanziaria da destinarsi all’attuazione dei programmi previsti dall’accordo ovvero di altre progettualità destinate al rafforzamento delle condizioni di sicurezza dei cittadini, da attuarsi con la collaborazione degli Enti Locali nel settore della sicurezza urbana e nel quadro della cooperazione operativa tra le Forze di Polizia e i Corpi di Polizia municipale e provinciale.

A tal fine, vengono individuate quattro aree di azione prioritaria:

  • la formazione e l’aggiornamento professionale del personale delle Forze di Polizia;
  • la promozione di specifiche progettualità in materia di prevenzione sociale e sicurezza integrata, anche attraverso accordi e intese locali con singoli Comuni;
  • la sperimentazione di azioni di supporto all’attività decisionale da realizzarsi attraverso un più sistematico interscambio informativo, anche su base georeferenziata, dei dati di tendenza relativi a criminalità e degrado urbano;
  • una sempre maggiore integrazione fra le sale operative delle Forze di Polizia statali e quelle delle Polizie locali, estendendo in via sperimentale ad alcuni Comuni-pilota le forme di comunicazione e collegamento già avviate nei Capoluoghi con i Patti per la Sicurezza.

L’Accordo prevede, inoltre, un censimento delle dotazioni strumentali delle Polizie locali e la possibilità che la Regione contribuisca all’ammodernamento del parco-autovetture delle forze di polizia locali e statali, anche attraverso l’assegnazione di veicoli elettrici o a basso impatto ecologico da utilizzare per i servizi di vigilanza e controllo del territorio all’interno dei centri storici.

 

  • Protocollo d’intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale fra la Prefettura ed il Comune di Perugia

 

Il Protocollo mira ad innalzare strutturandolo il livello di cooperazione fra la Prefettura e il Comune di Perugia integrando le collaborazioni già esistenti con ulteriori azioni, finalizzate principalmente a prevenire e scoraggiare possibili infiltrazioni criminali nell’economia, con particolare riguardo ai settori degli appalti e contratti pubblici, del commercio, dell’urbanistica e dell’edilizia, anche privata.

In particolare, in materia di appalti e subcontratti il protocollo estende in via pattizia i controlli e le verifiche previsti dalla normativa antimafia anche al di sotto delle soglie di valore previste per la loro obbligatorietà. E’, inoltre, previsto che il Comune inserisca nei propri bandi e contratti un’apposita clausola che impone alle ditte contraenti di comprovare l’avvenuta iscrizione o richiesta di iscrizione nelle white lists delle Prefetture (gli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa) già all’atto della partecipazione alla gara o altro procedimento di scelta del contraente.

Recependo anche taluni orientamenti formulati dal Ministero dell’Interno, i controlli antimafia vengono, inoltre, estesi ad alcune tipologie di intervento urbanistico-edilizio non espressamente contemplate dalla normativa vigente (interventi infrastrutturali di urbanizzazione realizzati da privati anche “sotto soglia”, convenzioni di lottizzazione, interventi di edilizia privata superiori a 5000 mc, ovvero attinenti a attività produttive o in aree di insediamento industriale e artigianale).

Sono previste azioni per la tutela della legalità nelle attività economico-commerciali, anche attraverso attività di analisi e monitoraggio dei passaggi proprietari o di gestione volti ad intercettare eventuali fenomeni di riciclaggio, usura ed estorsione.

Sono infine previste azioni di controllo finalizzate al contrasto dell’immigrazione irregolare e delle illegalità nel settore abitativo, con la pianificazione di mirate azioni di vigilanza finalizzate a prevenire situazioni di degrado abitativo.

 

  • Atto di rinnovo del Patto per Perugia Sicura

 

Il documento proroga per altri due anni la validità del Patto fra Prefettura, Regione Umbria, Provincia e Comune di Perugia sottoscritto una prima volta nel 2008 e successivamente oggetto di rinnovi e integrazioni nel 2011, 2012 e 2013. Nel confermare gli impegni assunti dagli enti sottoscrittori del Patto, l’atto di rinnovo tiene conto dei positivi risultati già ottenuti e delle già concluse progettualità ed attualizza le previsioni all’evoluzione delle esigenze di sicurezza della città, con una rinnovata attenzione al tema della vivibilità – oltre che del centro storico anche delle periferie e delle frazioni.

Considera pertanto tra gli obiettivi dare corso ad azioni integrate in materia di sicurezza urbana su aree ritenute prioritarie per garantire sicurezza vivibilità e coesione sociale e individua quali interventi prioritari il contrasto delle attività illecite connesse allo spaccio ed al traffico di sostanze stupefacenti, dell’immigrazione clandestina, nonché la tutela della sicurezza urbana. Il Comune di Perugia si impegna a maggiori controlli anche sugli esercizi pubblici da parte della polizia municipale e a realizzare un potenziamento dei sistemi di video sorveglianza.

Il Patto prevede l’attività presso la Prefettura di un tavolo permanente interistituzionale di supporto al Prefetto per la definizione di progetti integrati in materia di sicurezza e polizia di prossimità, il loro monitoraggio, la condivisione delle conoscenze.

La Provincia concorrerà con la polizia provinciale a servizi di controllo del territorio fin tanto che ciò si renderà possibile. Ovviamente il Patto tiene anche conto del mutato quadro normativo, avuto riguardo alle funzioni ed alle competenze ed alla assegnazione del personale ad altri enti ed uffici secondo azioni che si svilupperanno in progress.

La Regione si impegna a promuovere e finanziare interventi a sostegno dell’operatività e della formazione continua e aggiornamento professionale della Polizia Locale, migliorare l’efficienza delle sale operative della Polizia Locale e loro collegamento con le sale operative delle Forze di Polizia; interventi in favore delle vittime dei reati criminosi e – novità introdotta con il rinnovo odierno – anche interventi volti a favorire l’effettività dell’utilizzo dei beni confiscati alla mafia.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*