Finto avvocato inscena il copione del parente arrestato

Riesce a farsi consegnare 850 €, un orologio di valore e 4 bracciali in oro

Finto avvocato inscena il copione del parente arrestato

Finto avvocato inscena il copione del parente arrestato

Ha chiamato la Polizia quando ormai era troppo tardi. E’ accaduto ad una 82enne residente a Monteluce che nella mattinata di ieri si è vista arrivare una telefonata sull’utenza di casa. All’altro capo del telefono, un uomo dichiarava di essere l’Avvocato Gentili e di avere urgenza di parlarle perché il figlio aveva causato un incidente nel quale erano rimasti coinvolte anche altre persone. Secondo il sedicente professionista, in conseguenza del sinistro, il figlio era stato arrestato ed era trattenuto nella Caserma dei carabinieri perché il veicolo sul quale viaggiava era risultato privo di assicurazione.

Approfittando del panico della donna, il truffatore avanzava le proprie richieste: per ottenere il rilascio del figlio, l’anziana avrebbe dovuto versare 7200 € in contanti. Nonostante la vittima spiegasse di non avere a disposizione quella cifra, l’uomo la incalzava dicendole di racimolare tutto quello che poteva perché di lì a poco sarebbe passato un incaricato del Tribunale a ritirare il denaro.

Ed infatti, dopo pochi minuti, suonava al citofono un uomo che dichiarava di aver avuto disposizioni di dover ritirare il danaro che sarebbe servito per il rilascio del figlio. L’anziana consegnava 850 € in contanti oltre ad un orologio di valore e 4 bracciali in oro. Preso il bottino, il truffatore si dileguava e la donna, a quel punto insospettitasi, chiamava il figlio. Ricevute rassicurazioni da quest’ultimo che stava bene, resasi conto di essere stata raggirata, l’anziana contattava il 113 ma, all’arrivo della Volante, il truffatore si era già allontanato.

E’ andata meglio ad un’altra potenziale vittima, una perugina del ’43 che ha ricevuto anch’essa una telefonata sul numero di casa con la quale si richiedeva la consegna di denaro per far fronte a non meglio precisati problemi nei quali si sarebbe trovata la figlia a seguito di un incidente. Ma la prontezza della donna non ha dato alcun appiglio al truffatore che, vistosi scoperto, ha desistito interrompendo la comunicazione. L’invito, ancora una volta, è quello di usare la massima prudenza, ricordando che in nessun modo professionisti né, tantomeno, Forze di Polizia o incaricati del Tribunale formulerebbero richieste di danaro e nelle circostanze descritte.

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