Finti rapporti lavoro per stranieri, Carabinieri Tutela Lavoro scoprono truffa

I reati contestati vanno dalla truffa aggravata, alla contraffazione di documenti di soggiorno, dal favoreggiamento all’immigrazione clandestina a fine di lucro al falso.

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ispettorato lavoro

Finti rapporti lavoro per stranieri, Carabinieri Tutela Lavoro scoprono truffa 

l Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Perugia (NIL) comandato dal Luogotenente Angelo BORSELLINI,  alle dipendenze funzionali della Direzione Territoriale del Lavoro dell’Umbria (DTL) diretta dal Dr. Sabatino CHELLI, nel corso di attività d’indagine finalizzata alla repressione del favoreggiamento all’immigrazione clandestina e delle truffe agli istituti previdenziali, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia 10 persone (tre italiani e 7 stranieri), tutte residenti nella Provincia di Perugia, in quanto ritenute responsabili di  aver costituito finti rapporti di lavoro finalizzati a creare false posizioni previdenziali e assicurative in favore di cittadini magrebini.

L’indagine ha avuto spunto da una segnalazione effettuata dallo Sportello unico per l’Immigrazione presso l’UTG del capoluogo umbro che ha rilevato alcune incongruenze su una istanza presentata da uno studente algerino  per ottenere la conversione del proprio permesso di soggiorno da studio a lavoro.

Gli investigatori dell’Arma, di concerto con la DTL umbra, hanno così scoperto che un consulente del lavoro operante nel Comune di Bettona, per perseguire illeciti profitti (500 € -almeno in un caso- il tariffario per ogni falsa pratica) aveva utilizzato le proprie credenziali di accesso alle banche dati dell’INPS e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per effettuare le comunicazioni telematiche di assunzione e per gestire  8 finti rapporti di lavoro domestici. Sette di questi sono risultati in capo ad un commercialista operante nella zona di  Assisi che fungeva da datore di lavoro, mentre l’ altro è stato iscritto a nome di un  prossimo congiunto del medesimo consulente del lavoro, residente nel comune di Bettona.

Dalle successive verifiche

Dalle successive verifiche, gli inquirenti hanno scoperto che i falsi rapporti di lavoro erano stati poi effettivamente utilizzati dagli stranieri per dimostrare la loro occupazione stabile sul territorio e così ottenere fraudolentemente dalla Questura di Perugia il rinnovo o il rilascio di titoli di soggiorno non dovuti, ovvero per commettere truffe ai danni dell’INPS. Nello specifico è emerso, oltre al già citato caso in cui l’assunzione è stata utilizzata per ottenere la conversione del permesso da studio a lavoro, che in tre casi l’assunzione è stata utilizzata per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, in un altro per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno e, in un altro ancora, per tentare di ottenere la cittadinanza italiana, pratica che, in quest’ultimo caso, è stata però tempestivamente “bloccata” nel contesto delle indagini.

In un solo caso, infine, il fittizio rapporto di impiego  è stato dichiarato da una cittadina marocchina per frodare l’INPS, da cui ha ottenuto, a titolo di indennità di disoccupazione, chiaramente  non dovuta, la somma di 4.500,00 Euro circa.

Nei giorni scorsi, i militari dello stesso NIL, supportati da quelli della Compagnia Carabinieri di Assisi, hanno proseguito le indagini, eseguendo diverse perquisizioni nelle abitazioni e negli studi professionali delle persone coinvolte, attività che hanno portato al sequestro di una ingente quantità di documenti cartacei ed informatici, attualmente al vaglio degli investigatori per la verifica di altre decine di rapporti di lavoro sospetti.

I reati contestati vanno dalla truffa aggravata, alla contraffazione di documenti di soggiorno, dal favoreggiamento all’immigrazione clandestina a fine di lucro al falso.

Continua così l’attività del NIL  e della DTL  di Perugia per contrastare lo specifico fenomeno dei falsi rapporti di lavoro che è particolarmente seguito in questa Provincia, condotta in sinergia con i reparti territoriali dell’Arma ed anche con la Questura, lo Sportello Unico per l’Immigrazione e le sedi INPS competenti per territorio, e che ha già portato, nel corso di quest’anno, alla denuncia di  oltre 300 persone.

Sempre sul versante delle truffe ai danni dell’Inps, si comunica che lo stesso NIL dei Carabinieri ha recentemente deferito alla Procura della repubblica di Perugia  anche un pensionato italiano di 60 anni, residente in Francia, per aver continuato a percepire indebitamente dall’INPS per oltre 6 anni la pensione di invalidità, sebbene trasferitosi all’estero.

Le approfondite indagini, anche di carattere tecnico, e le verifiche condotte presso l’ Istituto di Previdenza hanno consentito di appurare infatti che lo stesso, titolare di una pensione di invalidità civile in Italia, aveva fraudolentemente omesso di comunicare di essersi trasferito nel paese transalpino, dove aveva fissato la propria stabile dimora e dove percepiva analogo trattamento economico da quello Stato. Il tutto, proprio per continuare a beneficiare, nel contempo, dell’assegno di invalidità italiano, così percependo, ai danni dell’Istituto italiano, una somma complessiva non più dovuta di oltre 22.500,00 Euro.

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