Falso extravergine, anche olio umbro nella bufera

Le aziende sotto inchiesta: "Siamo estranei"

Falso olio Made in Italy, sequestri anche in Umbria
Falso olio Made in Italy, sequestri anche in Umbria

Falso extravergine, anche olio umbro nella bufera 
Il pm Raffaele Guariniello ha iscritto sul registro degli indagati per frode in commercio i responsabili legali di sette aziende produttrici di olio: Carapelli, Bertolli, Sasso, Santa Sabina, Prima Donna, Antica Badia e Coricelli. Il ministero delle Politiche agricole è stato informato dell’indagine. La notizia viene riportata da alcune edizioni on line di testate nazionali. Nel mezzo c’è, dunque, anche Coricelli, olio umbro. L’olio sarebbe stato venduto come extravergine mentre si trattava di semplice olio d’oliva.

La procura di Torino ha fatto analizzare dei campioni di bottiglie prelevate nei supermercati dai carabinieri del Nas dal laboratorio dell’Agenzie delle dogane e dei monopoli e hanno verificato casi in cui l’olio, a differenza di quanto indicato, non era extravergine.

L’indagine è partita da una segnalazione di una testata di tutela dei consumatori che alcuni mesi fa aveva preso in esame 20 diverse bottiglie di olio extravergine d’oliva declassandone ben 9 per la presenza di difetti organolettici o per il mancato rispetto di alcuni parametri chimici.

La segnalazione della rivista è quindi alla base dell’indagine aperta dal Procuratore di Torino nella quale i laboratori delle agenzie delle Dogane hanno esaminato i campioni prelevati dai carabinieri dei Nas concludendo che il prodotto, a differenza di quanto indicato in etichetta, non era extravergine.

Le aziende indagate si dichiarano estranei ad accuse.

Falso extravergine

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