Espulso dall’Italia, nonostante l’incendio a Fiumicino

Spacciatore di cocaina rimandato a casa sua in Albania

Un 34enne di nazionalità indiana, da molti anni qui residente, ieri è stato espulso dal territorio nazionale ed immediatamente rimpatriato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione, diretti dal Vice Questore Aggiunto Rosaria De Luca.

La storia dello straniero è piuttosto singolare; è vissuto per molti anni senza commettere reati e lavorando regolarmente a Trevi e Bevagna.

Nel 2006 avvia una carriera criminale di tutto rispetto e si trasferisce nel centro storico di Perugia; in poco tempo si fa notare per la sua attitudine criminale compie una impressionante serie di rapine, furti, risse, guida in stato di ebbrezza, porto di oggetti atti ad offendere e spaccio di stupefacenti, conclusisi con ripetuti arresti ed ingressi ed uscite dal Carcere.

Per le forze di polizia è il più incallito criminale di nazionalità indiana della provincia.

Dal 2010, anno in cui gli viene revocato il permesso di soggiorno, al 2013 non ottempera a 5 provvedimenti di espulsione, l’ultimo dei quali nel marzo scorso, appena uscito l’ultima volta da Capanne.

In questi giorni, fuori dal carcere continua imperterrito a frequentare il centro storico, benché senza la compagnia dei suoi soliti conoscenti e a metà aprile viene rintracciato dal Reparto Prevenzione Crimine a bivaccare alle 11 della mattina sotto le logge del Duomo.

Gli agenti dell’ufficio Immigrazione decidono quindi che è arrivata l’ora del suo ritorno in patria e programmano tutti i necessari adempimenti; si stabilisce per ieri sera la sua partenza da Fiumicino con un biglietto Aereo verso New Delhi.

Quando tutto era pronto, anche un passaporto nuovo a suo nome, ecco l’imprevisto: l’incendio blocca l’aeroporto di Fiumicino.

Poteva essere l’inattesa e sfortunata condizione di forza maggiore ma invece, dopo molte ore di attesa agli imbarchi, a tarda notte i poliziotti della Questura di Perugia riescono ad imbarcare lo straniero sul volo intercontinentale che, con alcune ore di ritardo, riporta in patria lo straniero.

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