Entra al Broletto per rubare, dipendenti della Regione lo bloccano e lo fanno arrestare

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Un tossico ha fatto irruzione negli uffici della regione e si è messo a rubare nelle borse delle impiegate. L’uomo, da quanto appreso, è entrato tranquillamente al palazzo del Broletto prima delle ore 13, dicendo all’ingresso che doveva lasciare dei documenti al protocollo. Il palazzo del Broletto è noto alle cronache cittadine per l’uccisione delle dipendenti Margherita Peccati e Daniela Crispolti.

E’ stato così che M.F., 34enne proveniente dalla provincia di Terni e già pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, ha dapprima sfilato 60 euro dalla borsetta di un’impiegata, in quel momento assente, e poi è entrato in un altro ufficio.
Qui ha sfilato 100 euro dal portafogli di un uomo, allontanatosi per fare delle fotocopie, ma che è rientrato in tempo per sorprendere il 34enne con le mani nella marmellata.

Ne è nata una colluttazione, nel corso della quale il derubato, disabile, ha invano cercato di bloccare M.F., che lo ha spintonato e si è facilmente liberato di lui. Bene è andata che tutto quel trambusto abbia richiamato l’attenzione di un altro impiegato, che ha ingaggiato uno scontro ancor più acceso con il ladro pur di impedirgli di fuggire.

Lo sforzo è stato premiato, perché questo secondo impiegato, che pure nella zuffa ha riportato dei tagli ad una mano, è riuscito, anche grazie al contributo del proprio collega, a bloccare il 34enne.

Pochi attimi dopo, il ladro è stato preso in consegna da una Volante e da un equipaggio della polizia provinciale, per poi esser condotto in Questura. Qui la Polizia ha raccolto le denunce delle persone aggredite e di quelle derubate, alle quali è stato immediatamente restituito il maltolto. In seguito, M.F. è stato arrestato in flagranza per furto aggravato e rapina impropria.
Domattina la direttissima. Qualche tempo fa la stessa persona avrebbe compiuto un altro colpo, ma questa volta nella città di Terni e, per l’esattezza, in Prefettura. Dopo quell’episodio, l’uomo è stato rimesso in libertà.

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