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DROGA: TRE ARRESTI PER SPACCIO EROINA-COCAINA NEL PERUGINO

746028-Polizia2(UJ.com3.0) PERUGIA – L’attività di indagine prende le mosse dall’operazione Zbun, conclusasi nel febbraio 2012 che era culminata con l’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti italiani e magrebini impegnati nell’importazione e spaccio di eroina e cocaina. Tra i fornitori emersi a seguito dell’attività di intercettazione e monitoraggio si evidenziavano alcuni albanese domiciliati a Perugia, sui quali si focalizzava l’attenzione della Sezione Criminalità Organizzata e della Sezione Antidroga della Squadra Mobile.

Il prosieguo dell’indagine: i riscontri
L’intercettazione telefonica delle utenze in uso ai suddetti spacciatori albanesi produceva immediati riscontri.
A capeggiare la compagine monitorata erano due fratelli albanesi (i fratelli FETA (Edmir e Viljan) entrambi residenti in Corciano (nella zona Quattro Torri che, appunto, ha dato il nome all’operazione).
Il proficuo ascolto delle intercettazioni ha permesso l’arresto in flagranza di 6 persone di varia nazionalità ed il recupero di circa 2 etti di cocaina appena acquistati.
Ecco gli episodi in sintesi:
2 agosto 2011 – arresto di:
ROMANO Anna, nata il 4 aprile 1971 a Torre del Greco (NA)
DI FIORE Antonio, nato 8 maggio 1973 a Napoli
I suddetti sono stati arrestati perché, fermati dopo essersi recati presso l’abitazione dei FETA, sono stati trovati in possesso di un quantitativo di 20 grammi di cocaina appena acquistati dai suddetti.
8 agosto 2011 – arresto di:
SKUKA Sajmir, nato il 25 ottobre 1983 in Albania
Il suddetto veniva arrestato poiché, fermato in Via Settevalli, veniva trovato in possesso di 20 grammi di cocaina appena ricevuti dai FETA dai quali aveva altresì ricevuto incarico di consegnarli a terzi.
Ulteriore importante elemento è che lo Skuka, nonostante fosse agli arresti domiciliari, continuava a spacciare per il gruppo (circostanza che è stata riscontrata nell’ambito di un controllo di routine, ove è stata rinvenuta all’interno no dell’appartamento sia cocaina che ritagli in cellophane).
29 agosto 2011 – arresto di:
AMRI Wisseme, nato a Tunisi il 9 maggio 1985
Il suddetto veniva arrestato perché, durante un colloquio con uno dei fratelli FETA, chiedeva di acquistare una “piccola” (dieci grammi) di “pulita” (ad indicare cocaina, a differenza della eroina che è definita la “sporca”).
Veniva infatti fermato e controllato poco dopo e trovato in possesso di 10 grammi di cocaina purissima.
21 settembre 2011 – arresto di:
FETA Etmir, nato il 17 aprile 1988 in Albania
CAMI Alfred, nato il 23 marzo 1985 in Albania
I suddetti venivano arrestati perché, il Cami, incaricato di una consegna dal FETA, veniva controllato e trovato in possesso di 5 grammi di cocaina.
All’esito del controllo presso l’appartamento del FETA (sito in Via Buozzi), lo stesso veniva trovato in possesso di ulteriori 60 grammi di cocaina purissima, oltre all’armamentario tipico del pusher (frullatore, rotoli di buste di cellophane, bilancine di precisione) e 4.500 euro, sequestrati poiché provento dello spaccio.
Il prosieguo dell’indagine: l’associazione
L’attività di intercettazione ed i riscontri consentivano di individuare una vera e propria organizzazione dedita all’attività di spaccio nella nostra città.
I protagonisti sono i fratelli FETA Etmir e FETA Viljan, vertici del gruppo, capaci di approvvigionamento continuo e di coordinamento dello spaccio con conseguente gestione di collaboratori stabili.
Tipico della sussistenza del reato, oltre alla riscontrata organizzazione piramidale, con suddivisione stabile dei ruoli, è anche il mutuo soccorso che i sodali ricevono dagli altri membri laddove si trovano nella mancanza di disponibilità di stupefacente, e l’aiuto concreto dato ai sodali arrestati (come nel caso dell’arresto delle Skuka).
L’organizzazione, si è rivelata in grado di rifornire (quali “grossisti”) gli spacciatori magrebini (i quantitativi acquistati dei quali erano destinati alla rivendita su piazza previo “taglio”), che (quali “dettaglianti”) innumerevoli consumatori finali, soddisfatti da pusher inseriti stabilmente nell’organizzazione: in particolare, appariva chiaro che il sodalizio, per porre in essere la sua attività criminosa, si componesse di un considerevole gruppo di “cavalli” i svolgevano detta attività come unica occupazione, loro unica fonte del loro sostentamento.
I luoghi dello spaccio sono sia la città di Perugia, che la zona del Lago Trasimeno, ove si trovano molti clienti abituali del sodalizio.
I reati contestati
Sono stati contestati i reati previsti e puniti:
dall’art. 73 e 74 D.P.R. 309/1990 (Testo Unico Stupefacenti): associazione per delinquere finalizzata all’acquisto e cessione di stupefacente del tipo cocaina ed eroina;
Il risultato finale dell’attività
Al termine delle risultanze investigative il P.M. competente Dott. ssa Manuela COMODI chiedeva ed otteneva dal GIP presso il Tribunale di Perugia Dr.ssa L. BRUTTI n. 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere di cui eseguite nei giorni scorsi a carico di:
1.BUCUR Roxana nata in Romania il 8 gennaio 1989 domiciliata a Corciano
ruolo: figura determinante del gruppo, nota nell’ambiente della prostituzione della zona, punto di riferimento e di collegamento tra i vari componenti, gode della piena fiducia dei due fratelli FETA, custodisce lo stupefacente, lo taglia e lo spaccia, acquista le schede telefoniche che poi saranno utilizzate dagli altri componenti del gruppo per lo spaccio, funge da vedetta “di strada” e mette sull’avviso i sodali in caso di pericolo.
2.SKUKA Sajmir nato in Albania il 25 ottobre 1983 domiciliato a Perugia
ruolo: pusher del gruppo, spalla operativa dei FETA, si occupa pressoché quotidianamente dell’attività di spaccio al minuto.
3.KAPXHIU Hazis (Aziz) nato in Albania il 28 giugno 1989
ruolo: cliente abituale del gruppo per il successivo spaccio su altra piazza.
Da notare come la Squadra Mobile abbia continuato a constatare, per gran parte degli indagati, la prosecuzione nelle attività delittuose, come dimostrano tutte le recenti attività sul territorio che hanno, di fatto, “attualizzato” le risultanze delle investigazioni condotte fino ad oggi.

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